«Ad aprile una grande mostra sulla pallamano del passato»
Il progetto del professor Riccardo Aicardi che nel 1974 diede vita al club rubierese L’esposizione sarà allestita nell’oratorio accanto al primo campo di gara del team
Quando si descrive il percorso sportivo di Riccardo Aicardi, è inevitabile disegnare un ricchissimo mosaico di esperienze, innovazioni e trionfi in parecchie discipline: tra queste c'è la pallamano, che lui stesso ha contribuito a portare nella nostra provincia.
«Ora sono all'opera per una nuova iniziativa - spiega l'infaticabile professore, insegnante di educazione fisica in pensione - io e altri giocatori della “vecchia guardia” rubierese stiamo raccogliendo una gran quantità di materiale, fotografico e giornalistico, che riguarda 30 anni di pallamano fino agli inizi del nuovo millennio. Il tutto darà origine a una mostra, allestita nei locali dell'Oratorio parrocchiale in via Emilia Est: sale adiacenti alla mitica pista del Bar Cristallo, che è stato il primo campo ufficiale della Pallamano Rubiera. L’inaugurazione è prevista per domenica 19 aprile, e l'esposizione riguarderà tutti i club con cui ho avuto a che fare: peraltro io sono nato il 7 aprile, e dunque sarà pure una simpatica opportunità per celebrare il mio 70° compleanno».
Da giocatore ha disputato tre campionati di A nel Modena e altrettanti di B con il Cus Parma. Inoltre, nel 1974 lei ha fondato la Pallamano Rubiera: quali sono gli avvenimenti di maggior spessore legati a quella esperienza?
«Senza dubbio il campionato 1978/79, il più bello che abbia mai vissuto come allenatore. È stato l'anno del debutto in serie A, con un organico interamente composto da ragazzi tra i 16 e i 18 anni: pur confrontandoci con dei veri colossi come Trieste, Bressanone, Rimini e le formazioni di Roma, siamo arrivati a un passo dalla salvezza. Nonostante la retrocessione si è trattato di un percorso straordinario, che ha gettato le basi per tutta l'attività successiva».
In seguito dove ha allenato?
«Nel 1980/81 ho guidato la Volani Rovereto, che l’anno prima aveva vinto lo scudetto: quando sono arrivato la squadra ha subìto un forte rinnovamento con l'innesto di parecchi giovani, ma alla fine siamo comunque riusciti ad attestarci nell’alta classifica. Poi il Cus Parma, che ho guidato dal 1984 all’ ’87 portandolo dalla C alla serie A2: in quel periodo ho contribuito all’ascesa di Stefano Bonazzi, giocatore che in seguito ha fatto le fortune di Rubiera. Tutto ciò senza dimenticare il Marconi Jumpers Castelnovo Sotto: tante grandi stagioni dal 1996 al 2005, con tanto di promozione in A2».
E l’impegno a livello femminile?
«Nel 1986 ho fondato la Pallamano Herberia Rubiera, un'altra tappa indimenticabile del mio percorso come allenatore: nei primi anni abbiamo vinto ben 2 scudetti Allieve, fino ad arrivare alla storica promozione in A1 datata 1991».
La Pizzikotto potrebbe riportare la serie A1 maschile all’ombra del Forte dopo ben 10 anni di assenza: lei segue la formazione allenata da Marco Agazzani?
«Più volte l'attuale società mi ha chiesto di assumere un ruolo operativo, ma anni fa ho iniziato a dedicarmi ad altre discipline come atletica e podismo, e peraltro nel giugno scorso ho chiuso la mia carriera da allenatore dopo un cinquantennio di carriera in vari sport. Ad ogni modo mi auguro che il club biancorossoblù sia presente il 19 aprile, perché il lavoro che la Pallamano Secchia Rubiera sta svolgendo mi ricorda molto quel glorioso spirito delle origini». —
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