Paolo Rozzio: "Con Ale Spanò voglio portare la Regia in B"
Il difensore granata parla di quella che lui stesso non esita a definire la sua stagione migliore
REGGIO EMILIA. Paolo Rozzio tocca diversi temi:dalla sosta forzata, alla corsa al Vicenza non ancora conclusa, passando dalla prossima, insidiosa trasferta col Rimini. Il centrale granata parla anche di sé, nel suo stato di forma e dell’intesa con Spanò, compagno di reparto con cui forma una delle più solide coppie difensive della serie C.
È forse la sua migliore stagione in carriera?
«È la mia annata migliore in assoluto. Anche rispetto alla stagione di Pisa dove vincemmo il campionato. Non mi sentivo così bene dal primo anno qui a Reggio, tre anni fa. Ora gli standard sono davvero alti, per il momento sto andando bene e anche l’età fa il suo: a 28 anni mi sento nel pieno della maturità sportiva».
L’intesa con Spanò è consolidata. Con una società forte e con le vostre ambizioni personali, è impensabile vedervi come bandiere, anche in futuro, della Reggiana?
«Ci abbiamo pensato forse inconsciamente l’anno scorso, ripartendo dalla serie D. È stato un segnale di amore verso questa piazza. Per me Reggio è casa, mi trovo a meraviglia e credo anche Alessandro che è qui da sei anni. Abbiamo più di una motivazione per rimanere a Reggio Emilia. Avere un compagno di squadra di spessore come lui è una motivazione ulteriore. Il calcio è imprevedibile, lo sappiamo, intanto però il nostro obiettivo è di portare la Reggiana in B e di poter continuare questo percorso assieme, magari diventando le bandiere di questa società».
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Venendo all’attualità, doveva stare fermo un turno per scelta tecnica, ne starà fermo tre. Giova alla sua condizione?
«Non mi piace stare fermo troppo tempo. Era una scelta dettata dal vicino impegno con la Triestina. Ora potrebbe tornare utile anche un po’ di avvicendamento tra noi».
La lunga sosta può fare bene alla squadra? State vivendo un momento di appannamento?
«La prova di Carpi ha abbagliato un po’ tutti, una prova al di sotto dei nostri standard, dettata da episodi e da errori dei singoli. Non siamo stati messi sotto dal Carpi nella prestazione».
Con Arzignano e Gubbio due partite non esaltanti.
«Con una abbiamo vinto e con l’altra è mancato solo il gol. Ma era facile vincere con una squadra che si chiudeva dietro e ripartiva. Ripeto: Carpi è stato uno scivolone. E uno scivolone col Carpi, che è una squadra importante e in forma, ti costa cinque gol subiti».
Questa sosta falsa un po’ il campionato?
«Hanno avuto l’accortezza di rinviare entrambi i turni di mercoledì e il prossimo che ci vedeva in campo col Vicenza. Noi ci atteniamo alle direttive e prepariamo le partite come se le giocassimo tutte. Passerà anche questo momento».
Dispiace non giocare subito col Vicenza?
«Lo capiremo al momento di giocarci. Ora mancano otto gare fondamentali allo scontro diretto, allora guarderemo la classifica e sapremo se è stato un peccato non giocarci adesso».
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Mister Alvini continua a sostenere che solo il Vicenza o il Carpi possono perdere il campionato.
«Sono d’accordo. La nostra, non è una squadra nata per arrivare prima. Sicuramente i risultati sono arrivati e sarebbe ipocrita dire che non ci crediamo, a questo punto della stagione».
La trasferta di Rimini assomiglia a quella di Gubbio. Quali insegnamenti trarne?
«Non sarà la partita dell’andata dove buttammo via tre punti. E loro non giocheranno certo all’attacco. Il Rimini si è rinforzato ed è in salute».
Cercare maggiormente il tiro da lontano?
«Sì, dobbiamo provarci di più da fuori area. Siamo bravi a impostare, a palleggiare, ad arrivare sugli esterni… Però in partite come queste, quando la difesa si chiude, se hai uno spiraglio devi provarci e giocare anche su di una possibile respinta corta o un errore del portiere. Abbiamo i giocatori che possono farlo come Varone, Radrezza, Serrotti...».
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Undici partite in meno di due mesi. Rischi e opportunità?
«Il rischio è di non fare tutte le partite allo stesso livello di prestazione ottimale. Giocando ogni 3-4 giorni, lo staff dovrà gestire i giocatori e ancor più la vita extracampo. Magari non saremo “belli” da vedere».
L’opportunità?
«Abbiamo una rosa lunga. Sono rientrati tutti e questo sarà positivo nella gestione delle risorse. È l’opportunità di poter stare addosso alle rivali sperando in un loro passo falso»
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