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Il Castellarano resta sospeso tra ambizioni e rischio playout

Nicolò Rinaldi
Il Castellarano resta sospeso tra ambizioni e rischio playout

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Il Castellarano sta attraversando un momento delicato: il successo casalingo del 16 febbraio, ottenuto contro il Persiceto, rappresenta l'unica vittoria conquistata nelle ultime cinque partite.

Ora la classifica del girone B di Promozione lascia spazio a un duplice tipo di scenario: con 34 punti collezionati in 24 gare, gli azulgrana distano 5 lunghezze dagli spareggi salvezza e 6 dalla zona playoff.

«La sconfitta di otto giorni fa a Vignola rispecchia bene i nostri attuali pregi e difetti - sottolinea Roberto Lanzafame, trainer del Castellarano - Di certo, non avremmo meritato di perdere: come accade quasi sempre, abbiamo costruito una consistente mole di gioco creando anche parecchie occasioni in chiave offensiva. Siamo riusciti a esprimerci alla pari con la terza della classe, ma ancora una volta le tante distrazioni ci hanno penalizzati - rimarca il timoniere azulgrana - Stiamo continuando a incappare in troppe sviste e leggerezze, che ci impediscono di concretizzare al meglio il nostro potenziale: è vero che abbiamo un organico caratterizzato da un'età media piuttosto bassa, ma ciò non può affatto costituire una pezza giustificativa».

A breve sarà recuperato il complesso duello interno con il Campagnola, che ieri non si è giocato a causa della sospensione totale dei campionati: tuttavia, il Castellarano è anche atteso da due confronti che sulla carta paiono favorevoli per raccogliere punti.

Salvo ulteriori variazioni, domenica prossima al "Ferrarini" arriverà il Cavezzo penultimo in graduatoria: il 15 sarà quindi la volta della trasferta contro il Castelnuovo Rangone, che al momento alberga al terzultimo posto.

«È da valutare la situazione di Hardy Nana, interessato in questi giorni da un problema alla caviglia - spiega Lanzafame nel fare il punto della situazione della squadra - Tuttavia la condizione fisica globale della squadra è soddisfacente, e ciò fa ben sperare. Detto questo, ora non possiamo certo perderci in proclami: i numeri parlano chiaro, e ci dicono che adesso la prima esigenza sta nell'evitare ogni rischio in chiave retrocessione». —



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