La rivincita di Devis Cagnardi che fa volare Agrigento
REGGIO EMILIA. Una bella rivincita. Sta mostrando tutte le sue qualità l’ex coach biancorosso Devis Cagnardi, nella sua prima esperienza da capoallenatore lontano da Reggio. Chiamato a guidare Agrigento, è protagonista con i siciliani di una stagione sorprendente, dal primo giorno fissa ai piani alti del girone Ovest della serie A2. La sua MRinnovabili oggi è seconda alle spalle della sola Torino ed ha ottenuto la qualificazione alla Coppa Italia di A2.
Nell’estate 2019 nessuno pensava a un cammino simile, la Fortitudo Agrigento doveva ripartire dopo l’addio di coach Ciani e aveva guardato a un elemento giovane a caccia di rivalse come Cagnardi, per imbastire un nuovo ciclo.
La scelta ha pagato, l’ex coach reggiano ha potuto far fruttare il proprio notevole bagaglio tecnico e tattico e i risultati sono lì da vedere. Il tutto monetizzando al meglio le qualità di un gruppo non particolarmente profondo e con stazza relativa. I perni sono stranieri, come inevitabile in A2.
Vicino al ferro c’è il veterano Tony Easley, ai punti pensano l’esterno Christian James, sesto realizzatore del torneo, e Simone Pepe: per anni dominatore in B, il regista abruzzese si sta consolidando anche al piano di sopra e grazie al coach bresciano sta disputando la sua migliore annata.
Al loro fianco, il navigatissimo lungo Albano Chiarastella e due ragazzi in forte crescita, Lorenzo Ambrosin e Giovanni De Nicolao, fratello minore dell’Andrea che Cagnardi ha conosciuto bene ai tempi della Grissin Bon. Dopo un avvio non particolarmente brillante la MRinnovabili ha rapidamente trovato ritmo e confidenza e non ha più infilato strisce negative, ogni sconfitta è stata seguita da una vittoria.
Oggi è seconda a quota 32 assieme a Casale Monferrato, con 16 successi e nove risultati negativi, superata solo dalla Reale Mutua Torino issata a 36 punti. Con Coppa Italia e play off ancora da disputare, c’è decisamente il tempo per togliersi altre soddisfazioni. E pochi come Cagnardi – una delle “vittime” di una delle più strane annate mai vissute dalla Pallacanestro Reggiana – se lo meritano. —
Adr.Ar.
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