Coronavirus, positivo parente di un giocatore: Reggiana col fiato sospeso
L’atleta posto in isolamento, oggi si decide sugli allenamenti. È stato deciso che si giocherà tutto il mese a porte chiuse
REGGIO EMILIA. La Reggiana calcio resta con il fiato sospeso. Nella tarda serata di ieri è arrivata la notizia che un parente di un giocatore è positivo al Coronavirus. Il calciatore è stato posto in quarantena per 14 giorni (salterà dunque Modena e Triestina). . Le norme sanitarie impongono l’isolamento quando una persona ha avuto contatti significativi con un ammalato. Se nel periodo di quarantena emergono sintomi allora anche chi è in isolamento viene sottoposto al tampone. Per i compagni di squadra della Reggiana al momento non ci sarebbe dunque alcuna restrizione.
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Intanto, anche prima che arrivasse la notizia della positività del caso sospetto, il ds Doriano Tosi aveva invitato i calciatori a non stare insieme e ad evitare i luoghi affollati. Chi si reca in palestra è stato invitato a non farlo insieme agli altri compagni.
Lo stop degli allenamenti, decisa nella giornata di martedì, è stata una misura precauzionale. Oggi la Reggiana dovrà decidere se e come riprendere la preparazione.
La vicenda della Reggiana evidenza un rischio che tutto lo sport sta vivendo a livello nazionale. La possibilità che un atleta risulti positivo non è remota e si è già verificata (giocatori della Pianese e della Juventus Under 23 sono in isolamento). Questa situazione aggiunge un ulteriore incognita a quella legata alla ripresa del campionato e alla modalità di svolgimento delle partite.
Intanto ieri è arrivata la notizia che si giocherà a porte chiuse fino al 3 aprile. “Sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato - si legge nel decreto della Presidenza del consiglio dei ministri - resta comunque consentito (…) lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico”.
Per la Reggiana significa una bella perdita, perché il derby con il Modena avrebbe portato tantissimi spettatori. Le società di serie C non hanno molte altre fonti di introiti oltre a quelle del botteghino e dunque le partite a porte chiuse sarebbero un bel danno.
La tutela della salute e la necessità di contenere il virus restano priorità condivise da tutti, Reggiana in testa.
A proposito di derby, lo slittamento del calendario della serie A in avanti libera il Città del Tricolore alla domenica. Ma è anche vero che se si giocherà a porte chiuse le due società vorranno anticipare al venerdì in vista delle gare che si giocheranno il mercoledì successivo. —
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