Si gioca a porte chiuse Un colpo alle casse della società biancorossa
REGGIO EMILIA. Un mese lontano da tutto e tutti. Lo dovrà affrontare la Grissin Bon, così come tutte le squadre dello sport italiano di alto livello. A cascata i biancorossi si troverebbero di fronte anche ad una perdita economica non indifferente da fronteggiare. Il provvedimento ufficiale è arrivato ieri sera, e sancisce che tutti gli avvenimenti sportivi saranno a porte chiuse fino al 3 aprile.
Anche le sfide del turno che si sarebbero potute svolgere normalmente, vedi quella di Trieste, rientrano nel pacchetto. E anche l’ipotesi di far slittare a lunedì Bologna-Reggio per poterla aprire ai tifosi è destinata a svanire. Questo non vuol dire che la gara torni in calendario alla domenica. La Virtus gioca questa sera a Belgrado con il Darussafaka, in palio c’è la qualificazione ai quarti di Eurocup, rimandare a lunedì l’impegno di campionato potrebbe comunque far comodo ai bolognesi.
La durata esatta del provvedimento – e quindi anche il suo termine – è arrivata ieri a tarda ora dopo i dispositivi ufficiali del Governo, e lo scenario che si apre non è ovviamente dei più allegri. Per lo spirito del gioco, per l’atmosfera e pure per le casse biancorosse.
Secondo i dati usciti alla fine del girone di andata, la Grissin Bon guadagna 71.013 euro a gara, grazie a un afflusso medio di 3.759 spettatori. Un buon risultato, soprattutto parametrato alla capienza massima del PalaBigi, che mette Reggio all’ottavo posto in serie A.
Un mese di porte chiuse comporta perdere i ricavi di due match speciali, con Sassari il 15 e con Milano il 29 marzo, appuntamenti in cui storicamente il palazzetto ospita più spettatori del solito.
Con Sassari vi sono tanti ricordi ma pure la presenza di un’icona come Pozzecco, e la curiosità di vedere una delle squadre più toste del torneo. Milano rimane la regina, con le sue stelle e i suoi ex più o meno amati, Della Valle e Cinciarini. In entrambe le occasioni sarebbe stato facile prevedere lo scollinamento sopra quota quattromila presenze, quantomeno. O magari anche un avvicinamento alla quota massima consentita. Sempre poi che la questione non si risolva a fine marzo.
Le indicazioni non ufficiali fino a ieri sera parlavano di provvedimenti sino alla fine di marzo, poi il colpo e nessuno oggi può realmente prevedere l’andamento dell’emergenza. La successiva gara casalinga è probabilmente la più attesa in assoluto per motivi affettivi: il 5 aprile si giocherà il match con Treviso, il momento in cui Max Menetti tornerà da avversario nel palazzo che fu suo. Il coach degli anni più radiosi della storia biancorossa sarà di nuovo nella sua città e tutta Reggio non vede l’ora di salutarlo e di accoglierlo nel modo migliore, giusto e doveroso tributo a un decennio difficilmente ripetibile. L’ipotesi che anche quella serata si debba giocare senza pubblico da ieri sera sembrerebbe scongiurata. Senza contare che pure in quel caso il danno per le casse, in termini di mancate entrate, sarebbe stato più pesante della media. Gli abbonati, e il discorso vale in tutta Italia, avranno un bel danno. Il discorso dovrà essere affrontato a livello nazionale, il tema è già sul tavolo. —
Adr. Ar.
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