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Il calcio dilettantistico si ferma per un altro mese

Mara Bianchini

Parla il vice presidente della Figc regionale, Sanguanini: «Di fronte alle nuove direttive non possiamo fare diversamente»

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REGGIO EMILIA. Il decreto del Consiglio dei Ministri di mercoledì sera ha portato non poco scompiglio fra le società dilettantistiche che fino al 3 di aprile non potranno né allenarsi né giocare partite di campionato.

Il decreto non si limita alle squadre giovanili ma a tutta l’attività sportiva della società, prima squadra, giovanili, scuole calcio.

A conseguenza di quanto uscito mercoledì nella mattinata di ieri è uscito un comunicato del Comitato regioanle dell’Emilia Romagna e successivamente un comunicato della Lega nazionale dilettanti dove annullava a data da destinarsi le partite già calendariate.

«Come Cominato Regionale crediamo di aver preso la decisone più corretta» spiegava ieri, pochi minuti dopo che era stato diffuso il comunicato della sospensione, Dorindo Sanguanini vice presidente vicario del Comitato regionale della Federcalcio.

«Nella mattinata di ieri - racconta ancora il numero 2 della Federcalcio regionale - ci siamo confrontati assieme al presidente Paolo Braiati con i nostri collaboratori provinciali e abbiamo deciso di sospendere tutto in base a quanto riportato sul decreto uscito mercoledì sera dal Governo dove appunto venivano riportate estensioni e sospensioni. Più precisamente ci siamo basati sull’articolo 1, punti b e c, dove si fa riferimento alle gare sportive di ogni competizione sportiva».

Si può spiegare meglio? «L’articolo 1 fa riferimento alle misure per il contrasto e contenimento del virus dove alla lettera b vengono sospese le manifestazioni di ogni natura mentre alla lettera c le competizione di ordine e disciplina svolti in ogni luogo che pubblico che privato. Abbiamo preso alla lettera quanto scritto sul decreto Covid19 in modo da tutelare al meglio i nostri affiliati».

Cosa rischierebbero oltre ad un contagio?

«Chi contravviene a queste norme commette reato penale e sul decreto è ben specificato».

Cosa potrebbe accadere concretamente?

Mettiamo il caso che una squadra e mi limito ad una perché la prassi dovrebbe essere uguale per tutte dalla scuola calcio ai grandi. Questa squadra non ha il medico per fare i dovuti controlli ai giocatori e uno è portatore di virus. Passano i controllori per vedere la documentazione e questa non c’è? Il presidente che è il legale rappresentante della società rischia una denuncia. Non lo trovo molto corretto. Anzi credo che sospendere tutto sia stata la decisione più sensata da prendere sia per salvaguardare le persone dal virus ma anche per tutelare e salvaguardare chi gestisce le società sportive».

I dirigenti come hanno reagito?

«Molti hanno condiviso la sospensione, altri si sono mostrati decisamente meno convinti. Tuttavia, non potevamo fare diversamente. Se le cose cambieranno sarà nostra premura comunicarlo in tempo reale a tutti gli addetti ai lavori, come abbiamo sempre fatto sin qui. Fino ai primi di aprile, se non cambia nulla sarà così ma visto che si tratta di una situazione mutevole potrebbe cambiare già dai prossimi giorni». —

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