Il maestro Bertacchini «Misure eccezionali ma l’Ama non si ferma»
reggio emilia. La stretta di mano non si fa più.
Il rituale tra i due schermidori che da sempre conclude ogni assalto è stato sostituito dalla battuta tra le cocce delle due spade.
Niente di nuovo per questo sport, è il saluto degli schermidori paralimipici ed è una delle tante precauzioni messe in atto nella sala d’armi dell’Ama Club Scherma Koala.
«Le scuole sono chiuse ma noi vogliamo esserci per i nostri ragazzi - dice il maestro Massimo Bertacchini -, nel rispetto di tutte le disposizioni che ci sono state date dalle autorità».
Nei giorni dell’epidemia di Coronavirus gli allenamenti sulle pedane di via Melato continuano, almeno fino a quando saranno aperti gli impianti sportivi.
La palestra è stata disseminata di soluzioni alcoliche affinché gli atleti e il personale possa lavarsi spesso le mani.
Per entrare negli spogliatoi si fa a turni: la distanza di un metro tra un ragazzo e l’altro deve essere rispettata.
Ci sono cartelli ovunque che ricordano le precauzioni da tenere.
Ogni sera, prima di chiudere, si passa a sanificare divise, maschere, spade e tutte le attrezzature utilizzate.
«È un momento davvero complicato» continua Bertacchini, che due volte a settimana parte con il pulmino della società, fa tappa a Reggiolo, Guastalla e Novellara per portare a Reggio i bambini che normalmente si allenano nelle palestre delle scuole locali, ora chiuse dal decreto del Governo.
«Per fortuna il nostro non è uno sport di contatto, durante l’assalto la distanza di almeno un metro tra gli atleti è sempre rispettata - prosegue il maestro Bertacchini - pur con enormi sforzi possiamo garantire ai nostri ragazzi la possibilità di frequentare la palestra. Un impegno ripagato dalla fiducia che sento di avere dai genitori, che mi affidano i loro figli». —
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