«Concludiamo subito i tornei dei dilettanti»
Il presidente dell’Arcetana chiede una misura drastica C’è chi è d’accordo ma molti sperano che basti il rinvio
I campionati dilettantistici di calcio resteranno sospesi fino al 3 aprile: la notizia era nell’aria già da qualche giorno, e ieri è diventata ufficiale dopo che la Lega nazionale dilettanti ha riunito il proprio Consiglio direttivo. Ora, le varie società si interrogano sugli scenari da affrontare in chiave futura.
ECCELLENZA
Alex Spaggari è stato il primo a lanciare pubblicamente l'idea di chiudere qui l’annata agonistica: «Siamo di fronte a un’emergenza sanitaria inedita, e più grande di noi - ha sottolineato pochi giorni fa il presidente dell’Arcetana - Peraltro le tempistiche sono ancora tutte da decifrare, e purtroppo al momento nulla garantisce che la situazione a inizio aprile sarà risolta: peraltro già ci sono difficoltà quando bisogna recuperare solo una gara, figuriamoci 5 o 6. L’unica soluzione - sottolinea il massimo dirigente biancoverde - è quella di terminare immediatamente la stagione: a settembre, ogni squadra ripartirebbe dalla propria attuale categoria».
«Sottoscrivo in pieno le parole di Spaggiari - afferma poi Fabrizio Tagliavini, ds della Folgore Rubiera San Fao - Il calcio, soprattutto quello dilettantistico, deve essere collocato al posto giusto nella scala delle priorità. Prima ci sono la salute, la famiglia, il lavoro e lo studio: tutto il resto, sport compreso, arriva dopo. Nel contesto emergenziale che stiamo vivendo, la chiusura immediata delle competizioni sarebbe un segnale di serietà e maturità da lanciare a tutti».
PROMOZIONE
Andrea Rossetti non esclude la possibilità di una fine anticipata della stagione, ma invita anche a non assumere decisioni affrettate. «Ovviamente, la soluzione del problema Coronavirus ha l’assoluta precedenza su tutto il resto - sottolinea il ds del Campagnola - Se il 3 aprile si potrà effettivamente riprendere, credo che sia necessario portare a termine la stagione anche con un intenso calendario di recuperi. Se invece l'allarme sanitario dovesse protrarsi, l’unica strada sarebbe quella di annullare i campionati bloccando promozioni e retrocessioni. Di certo quest’ultima strada dispiacerebbe - rimarca Rossetti - anche perché i nostri 48 punti avrebbero lo stesso valore degli 11 ottenuti dal fanalino di coda Galeazza: tuttavia, non è colpa di nessuno».
PRIMA CATEGORIA
Alberto Montecchi, dg della Vianese, prospetta poi un altro tipo di soluzione: «Tutti noi speriamo che a inizio aprile si possa ritrovare una piena normalità - evidenzia il direttore generale rossoblù - In questo caso la stagione andrebbe conclusa, perché ci sarebbe tempo fino a giugno per disputare i recuperi. Se invece l’emergenza andasse avanti, bisognerebbe assegnare promozioni e retrocessioni sulla base della classifica emersa prima dello stop. Noi in Prima Categoria abbiamo infatti disputato 20 partite - sottolinea Montecchi - e sarebbe sbagliato dire che fino a febbraio si è giocato solo per passatempo». —
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