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«Situazione grave giusto fermare tutto»

Gian Marco Regnani
«Situazione grave giusto fermare tutto»

Favalli della Reggiana è in quarantena con il Coronavirus «Sto meglio, sono preoccupato per la mia famiglia»

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Alessandro Favalli ha contratto il Coronavirus da una decina di giorni e ora si trova in quarantena nellapropria abitazione a Solarolo Rainerio, in provincia di Cremona, appena una trentina di chilometri a nord di Brescello. La paura di combattere contro un avversario invisibile è passata, resta però l’angoscia per le sorti dei propri familiari che stanno fronteggiando lo stesso nemico. «La febbre è passata, resta solo un bel raffreddore - ci spiega al telefono con un filo di voce costipata il terzino classe ‘92, 5 presenze con la Reggiana da gennaio in poi -. Non sono preoccupato per le mie condizioni, ma per quelle dei miei familiari anche loro contagiati: non tutti sono nelle mie stesse condizioni. Vorrei tanto poter uscire di casa e andarli a trovare, ma riusciamo comunque a sentirci ogni giorno».

Quando si è accorto che poteva essere positivo al Coronavirus?

«Lunedì 2 marzo mi sono svegliato con qualche linea di febbre, mal di testa, raffreddore e una sensazione di bruciore agli occhi. Anche i miei familiari presentavano gli stessi sintomi, quindi abbiamo chiamato subito chi di dovere...».

Avevate trascorso dei momenti assieme di recente?

«Una volta a settimana la nostra famiglia si riunisce per cenare a casa dei miei genitori. Giovedì 27 febbraio eravamo presenti io e mia moglie oltre ai miei fratelli».

Dopo quella cena del 27 febbraio quante volte è tornato a Reggio per gli allenamenti?

«Abitando poco distante, faccio il pendolare tutti i giorni. Dopo quella cena mi sono allenato per altri due giorni con la squadra».

Il risultato positivo del tampone è stato una doccia fredda per lei?

«I miei nonni erano già positivi, quindi tutto sommato ci eravamo rassegnati a questa evenienza. Dopo aver ricevuto l’esito, il pensiero è corso subito a tutte le persone con cui ero entrato in contatto quindi anche ai miei compagni».

Da lunedì anche il resto della squadra assieme allo staff e ad altri collaboratori sta osservando la quarantena in casa...

«Tutti quanti si informano di continuo sulle mie condizioni e su quelle dei miei familiari. Non posso fare altro che ringraziarli».

Anche tanti tifosi le hanno scritto sui social...

«Mi ha fatto davvero piacere leggere tutti i messaggi che ho ricevuto. Posso dire loro che presto ci rivedremo sul campo».

Alvini invece cosa le ha detto?

«Il mister spera che possa riprendermi presto e si augura che possa farlo anche tutta la mia famiglia. Mi ha anche detto che non vede l’ora di abbracciarmi di nuovo sul campo di allenamento perché dobbiamo tornare a fare qualcosa di grande tutti assieme».

Il mondo del calcio intanto ha deciso di abbassare la saracinesca almeno fino al 3 aprile. Cosa accadrà dopo è ancora un punto interrogativo...

«Se si è arrivati a prendere una decisione del genere vuol dire che la situazione non è da sottovalutare. Dispiace fermarsi, ma la salute viene prima di tutto e di tutti. Questo virus lo si può contrarre in qualsiasi posto e in qualsiasi momento, anche su un campo da calcio. Sospendere i campionati è stata la decisione giusta». —



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