Poeta: "Serve forza mentale in questo momento"
Il capitano della Grissin Bon fa il punto durante la pausa forzata del campionato
REGGIO EMILIA. Un mondo nuovo, a cui tutti devono cercare di abituarsi in qualche modo. Un mondo nuovo in cui gli atleti – abituati ad essere visti come modelli da tantissime persone – possono dare una mano passando i messaggi giusti, a partire da quello principale: comportiamoci nel migliore dei modi per la salute di tutti, stiamo in casa.
Ragiona del suo ruolo di sportivo e di uomo immerso come tutti in uno scenario davvero inedito, il capitano della Grissin Bon Peppe Poeta. I giocatori biancorossi in queste settimane si stanno allenando per cercare di mantenere un minimo di forma e di spirito, utilizzando tutte le precauzioni del caso per limitare i contatti. Non è certo facile, senza prospettive a breve termine di partite e sfide, e senza poter immaginare quale sarà lo scenario alla fine della guerra, per così dire.
Tenete botta?
«In qualche modo dobbiamo abituarci anche noi, avere la forza mentale di stare in casa, di limitare le relazioni col pubblico».
Manca l’obiettivo partita, però. Quello è lo scoglio più duro?
«È abbastanza straziante, in effetti. Di solito si lavora per un obiettivo, per una data, per una scadenza, per una squadra da affrontare».
Ora?
«Ora l’unico obiettivo è provare a stare in forma e a crescere individualmente come atleta».
Lei ha una buona esperienza di basket e di vita. Cerca di fare da riferimento per i giovani?
«Ci proviamo, ma in questa esperienza siamo tutti novellini, siamo tutti rookie. Posso dire che questo lavoro assomiglia paradossalmente ad un lavoro estivo per migliorare sé stessi, non è mai sprecato».
Serve per andare avanti? «Miglioro individualmente, miglioro fisicamente: pensare questo è l’unico modo per trovare delle motivazioni».
Quando si tornerà a giocare, che panorama immagina?
«Bella domanda, sarà un bel grattacapo per chi deve prendere decisioni. Bisognerà vedere la situazione, capire quali stranieri vorranno tornare, chi potrà farlo, vedere le condizioni di società e squadre. Sono valutazioni che non spettano a noi: noi abbiamo il compito di eseguire quello che ci viene chiesto e cercheremo di farlo nei migliori dei modi».
A Reggio, in questo senso, va tutto bene?
«Devo dire che Reggio è una società strutturata e solidissima, non ci sta facendo mancare niente in questa situazione di emergenza. La società è presente, dalla presidentessa Ferrarini a Barozzi, Frosini e lo staff: tutti ci sono vicini, capiscono il momento e cercano di supportarci nel migliore dei modi. Questa è una situazione nuova per tutti, tutti stanno navigando a vista e anche noi cercheremo di farlo al meglio».
Nei giorni scorsi lo sport, soprattutto il calcio di vertice, sembrava argomento dirimente sui modi di affrontare la crisi.
«Adesso la priorità deve essere la salute collettiva, niente altro. Prima capiamo di doverci adeguare tutti alle norme e prima potremo tornare alla normalità, quindi dobbiamo essere tutti bravi».
Gli sportivi possono essere esempi virtuosi, ora?
«I social e i mezzi di comunicazione aiutano, in questa fase tutti li leggono. Usiamoli, allora. Noi che siamo un pochino di esempio, dobbiamo essere utili: anche io dico ai reggiani di stare in casa».
Gli esempi di solidarietà non sono mancati, quantomeno.
«Questo è molto bello. Penso ai 100mila euro dell’ad di Gucci, il milione abbondante di Armani. Sono bei gesti, e non si possono mai dare per scontati».
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