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Sporting Tre Croci, la squadra nata dalla passione di un gruppo di amici

Mara Bianchini

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Giocare in una squadra vuol dire farsi degli amici, entrare a far parte di una famiglia, di un gruppo. Alle volte accade anche che degli amici decidano di fondarla una squadra di calcio. È nato così lo Sporting Tre Croci (sede a Chiozza e campo a Bosco di Scandiano), grazie all’amicizia fra Luca Meglioli, Davide Paterlini e Giulio Sula. «Io, Davide e Giulio siamo amici da sempre – spiega Meglioli – ed abbiamo sempre giocato a calcio ma mai nella stessa squadra. Una sera chiacchierando ci siamo detti, “perché non ne fondiamo una così possiamo giocare insieme?”. E così è stato abbiamo trovato uno sponsor e abbiamo allestito lo Sporting Tre Croci. Il primo anno purtroppo ho dovuto appendere gli scarpini al chiodo perché mi sono infortunato tre volte al ginocchio e alla terza ho detto basta. Giulio invece è andato a giocare da un’altra parte e siamo rimasti io e Davide. Lui gioca io faccio il dirigente».

Le piace fare il diesse?

«Si anche se vorrei giocare. Faccio allenamento con i ragazzi e vorrei tanto tornare in campo ma il rischio è troppo alto per cui me ne sto fuori. Poi il mio ruolo mi piace con i ragazzi si è instaurato un bel rapporto,».

Come mai Sporting Tre Croci?

«Il nome arriva dal fatto che noi ci troviamo sempre al Monte delle Tre Croci».

Guardando la classifica siete ad un passo dai playoff.

«Speriamo anche di tornarci. Il nostro obiettivo era quello di riuscire ad approdare agli spareggi. Abbiamo pagato un po’ un inizio non positivo dove abbiamo avuto diversi infortuni. Dopo ci siamo ripresi e ricaduti nelle ultime due. Siamo fiduciosi perché abbiamo un bel gruppo, con tanti giovani, un gruppo unito con tanto entusiasmo e voglia di fare».

Questa sosta forzata dunque vi aiuta.

«Dal punto di vista degli infortuni si perché riusciamo a tornare in campo con anche chi era fermo. Per il resto invece il calcio ci manca molto a tutti. Non potendoci neppure allenarci abbiamo fatto schede per ogni giocatore in modo da ritrovarsi con un minimo di forma fisica. L’importante è che si riesca a tornare in campo perché significherebbe che la situazione si è normalizzata».

Questo campionato come le sembra?

«Bellissimo. Ogni giornata c’è un avvicendamento in vetta dove ogni domenica cambia la griglia degli spareggi. È un campionato competitivo dove tutte le squadre possono giocarsela. Fino ad ora la Virtus Mandrio e la Giac Casalgrande sono quelle che mi hanno colpito di più. La prima per la solidità e l’organizzazione, la seconda per la voglia di giocare. Poi c’è la Borzanese che ha inanellato una serie di vittorie e potrebbe dare del filo da torcere a tutti». —



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