Termina stanotte la quarantena per la Reggiana
Dopo la positività di Favalli al Covid-19, giocatori e staff erano stati messi in isolamento. Il club attende il via libera dell’Ausl
Una luce in fondo al tunnel.
Oggi è l’ultimo giorno di quarantena per i tesserati della Reggiana Calcio, costretti a vivere in autolimitazione a seguito del contatto avuto dal calciatore Alessandro Favalli con parenti risultati poi positivi al Coronavirus.
La truppa granata non si allena da sabato 29 febbraio, quando complice l’assenza di gare ufficiali nel weekend lo staff tecnico decise di concedere il fine settimana libero, con l’intenzione di riprendere le attività il successivo martedì. Quindi, la sospensione degli allenamenti coi primi sintomi dell’esterno.
Nei giorni successivi era arrivata la mazzata dopo gli esami: anche Favalli aveva infatti contratto il Covid-19.
In questi casi la prassi prevede l’isolamento per due settimane, ma gli uomini granata erano già da qualche giorno nelle rispettive abitazioni, così da domani potranno mettere una pietra sopra a questa brutta vicenda.
Ora la Reggiana aspetterà informazioni dall’Asl per capire come procedere, ma per quanto concerne gli allenamenti le incognite sono molteplici: premesso che tutti i giocatori stanno bene e hanno vissuto con tranquillità questo periodo (chi a Reggio e chi nella propria città), nessuno può sapere ad oggi con precisione la data esatta della ripartenza. Tanto dipenderà dall’evolversi della situazione a livello nazionale, ma la volontà della LegaPro, in accordo con l’Associazione Italiana Calciatori, è quella di non ricominciare gli allenamenti prima del 20 marzo.
L’ultima parola è però lasciata ai singoli club, che potranno quindi decidere in autonomia se aderire o tornare ad allenarsi con l’adesione degli atleti.
Anche sulla regolare conclusione del campionato i dubbi sono molteplici: è vero che la Serie C è libera da impegni internazionali e potrebbe proseguire sino al 30 giugno, ma al tempo stesso i recenti casi di positività di Rugani e Gabbiadini in Serie A e quelli contemporanei di colleghi di altri sport impongono tutte le federazioni a profonde riflessioni.
E pensare che solo sino a tre settimane fa l’attenzione di tifosi ed addetti ai lavori era rivolta alla lotta per il vertice, allo studio della classifica e alla comparazione del calendario con Vicenza e Carpi… Il momento è difficile e l’intero paese ora ha altre priorità, ma ritornare a ripopolare Cavazzoli sarebbe per Scappini e soci un graduale ritorno alla normalità. —
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