Il Giro d’Italia resta senza data Corsa tutta da reinventare
Rinvio anche per il “no” dell’Ungheria che avrebbe dovuto ospitare il via Tra le ipotesi un’edizione autunnale con rischio neve per le tappe di montagna
Il Giro d’Italia 2020 è rinviato per l’emergenza coronavirus. Doveva partire sabato 9 maggio da Budapest, disputare le prime 3 tappe in Ungheria e concludersi domenica 31 maggio a Milano. Ma il governo ungherese ha dichiarato lo stato di emergenza per la pandemia e proibito eventi di massa. Quindi la Rcs Sport, che organizza la corsa rosa, ha deciso di rinviarlo a data - ma anche percorso e tappe - da destinarsi. Ma a quando? E dove? Ci sono già due ipotesi, ma soprattutto è netta e precisa l’impronta che dovrà avere il Giro 2020: il riscatto dell’Italia dopo il dramma del coronavirus, la speranza ritrovata, l’occasione per ritrovarsi uniti intorno alla Corsa Rosa che ha sempre rappresentato la storia del nostro Paese, il rilancio anche del turismo vessato da mesi di crisi. Insomma, il Giro della rinascita.
Il governo ungherese ha espresso la volontà di trovare con a Rcs Sport un’altra data per ospitare la partenza, anche perché rischia di pagare una pesante penale (il danno per il Giro sarebbe di 10-12 milioni). Ma non avverrà quest’anno, probabile invece che il via dall’Ungheria sia rinviato al 2021 perché il Giro 2020 diventerà invece tutto italiano e partirà dalla Sicilia. In che data? La prima in agenda è a fine maggio, non più avanti però di sabato 30 per non sovrapporsi col Tour de France (27 giugno-19 luglio). È difficile tuttavia che bastino 15 giorni di rinvio per essere fuori dall’emergenza virus. E allora bisognerà andare oltre il Tour ma prima della Vuelta di Spagna (14 agosto-6 settembre), rischiando però la concomitanza con i Giochi di Tokyo (24 luglio-9 agosto). Il Giro potrebbe disputarsi tra luglio e agosto solo se le Olimpiadi verranno rinviate al 2021, come vuole Trump.
Meglio aspettare
Ecco profilarsi allora un’altra eventualità, molto suggestiva: un Giro d’Italia in autunno. Certo, il calendario di settembre-ottobre è comunque fittissimo: Europei (9-13 settembre), Mondiali (20-27 settembre) e Lombardia (10 ottobre), per citare solo gli eventi più importanti. E bisognerà recuperare anche Strade Bianche, Tirreno e Sanremo, già rinviate di recente, più probabilmente Fiandre, Roubaix e Liegi, che difficilmente rispetteranno l’attuale calendario.
Attenzione: un Giro così tardivo sarebbe a rischio neve sulle salite oltre i 2 mila metri di Stelvio, Agnello, Izoard e Sestriere. Ma piuttosto che non correrlo, vale la pena provarci. Le tre tappe ungheresi tagliate verrebbero recuperate lungo il percorso, in ogni caso tutti i comitati di tappa sono entusiasti di poter partecipare a un Giro così importante perché storico e unico, nella collocazione in calendario e nel significato simbolico. Mauro Vegni, direttore della corsa rosa, ne ha già parlato con il Governo: l’Italia ripartirà con il suo Giro come fece dopo i due conflitti mondiali. Anche per questo è confermatissima la partenza di una tappa dalla base aerea di Rivolto con l’esibizione delle Frecce Tricolori. L’Italia che rialza la testa e spicca il volo dopo la terribile pandemia di coronavirus. —
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