Il presidente della Bagnolese «Se si chiudono i campionati la capolista va promossa»
Giuseppe Conti scettico sull’ipotesi di far disputare i playoff anche a chi è primo «Non si possono ignorare i risultati ottenuti fino ad ora»
Senza la possibilità di fare calcio da tre settimane, l’ultima impresa della capolista Bagnolese resta il successo colto al Nuovo Tesauri. Nella tana della Piccardo Traversetolo i rossoblù infilarono il loro nono successo di fila, schizzando sette punti sopra al Colorno e nove in più rispetto al Nibbiano Valtidone che però finora ha giocato una gara in meno ed è pari alla SanMichelese. Il primato degli uomini di Claudio Gallicchio è al momento offuscato dall’emergenza Coronavirus. «Sia chiaro che c’è un preciso elenco di priorità - attacca il presidente Giuseppe Conti - in primis la salute, poi gli aspetti economici e giù fino in fondo per arrivare al calcio. Stiamo tutti vivendo alla giornata, l’auspicio è quello di tornare tutti al quotidiano». Davanti ad un problema di tale importanza, anche la Bagnolese si è per forza messa un po’ da parte. Però i rossoblù sono anche in cima ad una classifica, con un primo posto guadagnato a suon di risultati. Il futuro dei ragazzi di Claudio Gallicchio è imprecisato, all’orizzonte ci potrebbero essere tra i più disparati scenari.
«Si tornasse a giocare dopo il 3 Aprile - prosegue - resterebbero da giocare dieci partite a suon di turni infrasettimanali. Sarebbe un autentico tour de force, non va infatti dimenticato che siamo pur sempre dei dilettanti. E poi non si sta allenando nessuno, con tutte le conseguenze del caso. Sento parlare di organizzare un eventuale finale di stagione con dei veloci playoff e playout, ma mi chiedo con quale criterio verrebbero stabiliti. La prima posizione deve pur essere considerata, altrimenti fino alla sospensione si sarebbe lavorato per niente. Sarebbe una vittoria forse un po’ sminuita, ma la classifica oggi dice questo. Nel caso di blocco dei campionati bisognerà pensare bene cosa fare, magari la Federazione potrebbe raccogliere dei pareri tra le varie società. Accontentare tutti sarà impossibile, ma usando un po’ di logica gli scontenti sarebbero meno».
Numeri alla mano, la Bagnolese è in piena corsa per la Serie D. «Abbiamo giocato due terzi di campionato - ricorda Conti - c’è comunque un quadro preciso dei valori. Prendiamo esempio dal motociclismo o dalla Formula 1, che congelano la classifica del momento. Io sono interista, ma se non si giocasse più ammetto che sarebbe giusto assegnare lo scudetto alla Juve. Riprendere i campionati a settembre per finirli a dicembre è irrealizzabile, scombussolerebbe tutto».
Nel caso vengano ratificate promozioni e retrocessioni, ecco che la Bagnolese si ritroverebbe in Serie D. Traguardo impensabile in estate per i rossoblù, ma al momento legittimato da un torneo che stenterà parecchio a riprendere. Ma per i ragazzi di Claudio Gallicchio sono semplicemente ipotesi, anche il calcio dilettanti attraversa un momento delicato.
«Prima della diffusione del virus, eravamo convinti di poterci fare carico di un eventuale salto di categoria. Avremmo messo in atto una sorta di raccolta fondi tra i vari sponsor, cercando poi di prepararci ad una stagione a costi contenuti. Anche i nostri giocatori avrebbero capito, sono i primi che avrebbero voglia di cimentarsi con la D. Ma andare ora dagli sponsor non ha senso. Noi imprenditori dobbiamo tutelare le aziende, il resto viene dopo». —
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