La Regia esce dall’isolamento ma allenarsi è una chimera
Dalla prossima settimana in teoria ci si potrebbe ritrovare a Cavazzoli Nel frattempo i medici della serie A dicono no alla ripresa delle attività
REGGIO EMILIA. «Si è concluso positivamente senza complicazioni il periodo di autolimitazione al quale sono stati sottoposti calciatori, staff tecnico e medico del club granata in seguito alla positività di Alessandro Favalli al Covid-19». Con questa nota la Reggiana ha ufficializzato ieri la fine del periodo di quarantena dei calciatori.
Di fatto però anche gli atleti, come tutti gli altri cittadini, sono chiamati a limitare gli spostamenti allo stretto necessario come previsto dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri.
«Per Favalli sarà necessario attendere gli esami di accertamento programmati nel prossimo periodo per la definitiva guarigione clinica», specificano dalla società granata. Le autorità sanitarie infatti devono essere sicure che i pazienti siano guariti completamente e non possano più trasmettere il Coronavirus.
«Nei primi giorni della prossima settimana - informa la Reggiana - saranno rese note tempistiche e modalità della ripresa per quanto riguarda l’attività sportiva». Il punto ora è la ripresa degli allenamenti, anche se il quadro generale resta troppo incerto e la ripresa del campionato il 3 aprile non rappresenta certo un punto fermo.
Ieri si è registrata la presa di posizione forte dei medici della Serie A che si sono espressi contro la ripresa degli allenamenti, previsti in linea teorica per il 20 marzo. «In considerazione della grave evoluzione dell'infezione Covid-19 nel mondo – si legge in una nota - vista l'emergente diffusione dei contagi anche all'interno del calcio e del personale sanitario a esso dedicato e del progressivo aggravamento della situazione che sta coinvolgendo il Sistema sanitario nazionale, i medici della Serie A esprimono forte preoccupazione circa la tutela della salute dei propri tesserati qualora venissero ripresi a breve gli allenamenti e promosse altre attività di aggregazione». Comunque sia sarebbero allenamenti dove gli atleti devono restare a distanza ed evitare qualsiasi contatto fisico.
Una presa di posizione, quella dei medici della serie A, che fa capire che in questo momento si naviga a vista e l’attività sportiva passa inevitabilmente in secondo piano. I calciatori della Reggiana, Favalli ma anche Fausto Rossi nell’intervista al quotidiano spagnolo Marca, hanno ribadito le loro preoccupazioni per lo stato di salute dei loro familiari. I soci della Reggiana sono imprenditori che stanno facendo i conti, come i loro colleghi, con le mille difficoltà legate all’economia. Stesso discorso per i tifosi e appassionati della squadra granata. La situazione è talmente straordinaria che per una volta sono tutti d’accordo con la massima, solitamente rifiutata con sdegno, che «ci sono cose più importanti del calcio». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
