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«Sarebbe bellissimo concludere la stagione ma dubito che ci potremo mai riuscire»

nicolÒ valli
«Sarebbe bellissimo concludere la stagione ma dubito che ci potremo mai riuscire»

Andrea Menozzi, responsabile del settore giovanile della Pallacanestro Reggiana, fa il punto durante la pausa forzata 

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l’intervista

nicolÒ valli

Fermi ai box.

Oltre alla prima squadra, l’emergenza Coronavirus ha costretto la Pallacanestro Reggiana a interrompere anche le attività dell’intero settore giovanile, che prova ora a riorganizzarsi tra decreti e dubbi sulle tempistiche.

Andrea Menozzi, responsabile della cantera biancorossa, analizza il difficile momento, cercando di responsabilizzare i giovani cestisti.

Come state vivendo questa situazione?

«Nel pieno rispetto di quello che ha ordinato il consiglio dei ministri: sin dal primo momento sono stati infatti interrotti gli allenamenti della scuola basket, mentre abbiamo regolarmente continuato con le altre categorie a porte chiuse; in seguito alle nuove disposizioni è stata poi fermata l’intera attività ad eccezione degli Under 18, che hanno continuato ad allenarsi ma evitando ogni tipo di contatto e concentrandosi sui fondamentali e sulla parte fisica. Ora abbiamo invece preferito sospendere tutto almeno sino a lunedì, quando ci confronteremo e valuteremo il da farsi».

In questo periodo avete assegnato dei compiti a casa ai ragazzi?

«Siamo in costante contatto con tutti i nostri tesserati: abbiamo inviato dei programmi e delle proposte di esercitazioni che si possono svolgere autonomamente, nel rispetto delle regole. Il consiglio è comunque quello di perdere meno tempo possibile, sfruttando questa pausa per dedicarsi allo studio e ad altri interessi che mantengano la mente sveglia e attiva».

I campionati riusciranno ad essere portati a termine?

«Mi farebbe piacere riprendere, ma almeno per quelli giovanili ritengo sarà molto difficile concludere la stagione. Ci sono ragazzi che si sono allenati duramente per anni e sono ormai al temine del percorso Under: sarebbe bello che potessero quindi concludere l’annata nel miglior modo possibile, ma a mio avviso è una situazione che andrà oltre le attuali tempistiche fissate».

Come finire dunque la stagione?

«Va fatta una separazione tra i campionati giovanili e quelli senior: se per i primi la priorità è ora quella di ritornare il prima possibile a giocare a prescindere dalle gare ufficiali, per gli altri il discorso è invece più complesso perché sono in ballo anche interessi economici. Non mi esprimo in merito, ma non sarà facile trovare una soluzione che accontenti tutti».

Se si dovesse ripartire con gli allenamenti, ci sarà un richiamo di preparazione?

«In base a quanto tempo ci saremo fermati dovremo riprogrammare i carichi, sia dal punto di vista tecnico che fisico. Siamo costantemente in contatto con gli altri allenatori ragionando a 360°, preoccupandoci anche di inviare materiale alle società affiliate all’Academy e provando così nel limite del possibile a mandare avanti il nostro lavoro».

Il basket è il suo lavoro e la sua passione: quanto le manca la quotidianità della palestra?

«Manca, come manca a tutti. Quando con la penultima ordinanza veniva consentita la regolare attività solo ai professionisti sono andato in palestra anche senza giocatori, sfruttando il mio status da Pro per trovarmi con lo staff. Negli ultimi giorni anche noi abbiamo deciso che fosse giusto restare a casa. Per tutti vale quello che ho detto ai miei allievi: portare pazienza». —





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