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«I club non si preoccupino delle tasse Peseremo il meno possibile su di loro»

riccardo bellelli
«I club non si preoccupino delle tasse Peseremo il meno possibile su di loro»

Basket, il presidente provinciale della Fip Massimo Turni fa il punto e dipinge scenari per i prossimi mesi 

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l’intervista

riccardo bellelli

Da diverse settimane il basket è fermo ai box a causa del Coronavirus e per ora non si può prevedere cosa succederà.

Il numero di giornate saltate sarebbe comunque alto e trovare gli spazi per poter finire regolarmente i campionati non sarà facile.

Quello che per ora può fare il presidente provinciale della Fip Massimo Turni è tranquillizzare le società sottolineando la voglia di collaborare per limitare al massimo i danni anche dal punto di vista economico: «Ovviamente ora la cosa primaria è la salute degli atleti. Non preoccupatevi di schede contabili e tasse gare, si provvederà a fare dei ricalcoli e a pesare il meno possibile sui club».

Come vede il futuro dopo il 3 aprile?

«Impossibile fare previsioni. A tutti i livelli, zonale, regionale e nazionale si aspetta le decisioni del governo».

Supponiamo che gli impianti vengano riaperti.

«In una prima fase dovremo dare il tempo alle squadre di riprendere ad allenarsi e prepararsi alle partite. Le gare non potranno ripartire subito. In questo caso dovremo fare delle riunioni con i club come si fa di solito a inizio stagione per capire le disponibilità degli spazi in palestra e come ricostruire il calendario. Teniamo presente che non c’è solo il basket ma anche altri sport che utilizzano gli stessi impianti. Molto dipenderà dalle tempistiche di apertura delle palestre scolastiche».

Ci sono già delle riunioni della Fip programmate per capire i possibili scenari?

«Ne è stata fatta una regionale due settimane fa, ne faremo una a fine mese via Skype».

I campionati potranno avere una fine posticipata giocando magari a giugno?

«Dipende. Dobbiamo dividere i campionati in due gruppi. Quelli che prevedono finali regionali e nazionali, hanno tempi determinati per finire la prima fase in modo da poter poi disputare quelle seguenti che coinvolgono tutta la regione o altre regioni. Per quelli, o si ripensa e si sposta a livello regionale e nazionale le scadenze, o si dovrà restare nei tempi stabiliti. Per quelli che si chiudono a livello provinciale, come la Promozione, si può tranquillamente sforare. Posticipare la finale da fine maggio a fine giugno non sarebbe un problema. Il problema semmai è che gli impianti rischiano di essere molto caldi a giugno».

Cambiare le formule è complicato?

«Dovranno essere fatte le riunioni e le formule riscritte in base ai tempi disponibili. Come cambiarle dipende da quando si potrà riprendere. Si potrebbero togliere i play off o accorciarli».

E nel caso non si ripartisse?

«In quel caso si annullerebbe la stagione in corso. Niente promozioni o retrocessioni. A settembre 2020 si ripartirebbe come a settembre 2019».

Ha sentito le società? Sono preoccupate?

«Le loro preoccupazioni sono altre, non l’aspetto sportivo. Anzi, già prima del decreto del governo, mi dicevano che avrebbero preferito fermarsi. Non se la sentivano di prendersi dei rischi per la salute dei propri tesserati».

Nel caso di ripresa, verranno fatte sanificazioni negli impianti?

«È auspicabile ma non dipende da noi. Sono cose di cui dovranno occuparsi proprietari e gestori delle palestre. Noi di certo chiederemo che vengano fatte». —





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