Il Valorugby si allena ma arrivano i vigili
Le sedute sono riprese ieri nell’impianto di via Assalini «In campo un po’ alla volta e sotto stretto controllo medico»
Massimo Sesena
REGGIO EMILIA
Scordatevi le mischie, nostalgici delle touche, mettete giù le voglie. Per quelle ci vorrà tempo, perché l’emergenza è ancora di casa qui. E la prova la trovate in questa storia, quella del Valorugby Emilia che ieri, alla ripresa degli allenamenti dopo due settimane di stop, si è trovato i vigili urbani al campo di via Assalini, chiamati dai cittadini perché verificassero che tutto fosse in regola con i decreti draconiani del premier Conte. Invero, tutto si sarebbe risolto in pochi minuti anche perché la società della Canalina sarebbe riuscita a dimostrare che tutto si stava svolgendo nelrispetto delle regole. E magari, meno in regola, erano parse le due signore che, passeggiando sul vialetto pedonale adiacente gli impianti della Canalina avevano visto i ragazzi di coach Roberto Manghi in campo e avevano dato l’allarme.
Ìn casa Valorugby si stavano organizzando già da qualche giorno.«Abbiamo dato ai giocatori - spiega il coach Roberto Manghi - la possibilità di allenarsi sotto lo sguardo vigile dello staff professionale che collabora con noi e che ritiene che i programmi individuali siano, per certi versi, non sicuri. perché il mantenimento di una buona condizione fisica consente anche la tenuta psicologica rispetto allo stato di tensione che si vive in queste settimane. Poi sin dai primi giorni dell'emergenza, abbiamo raccomandato ai ragazzi uno stile di vita "protetto", di evitare luoghi con assembramenti e di limitare le relazioni sociali. Indicazioni che poi sono diventate Leggi. Abbiamo riavviato il programma di allenamenti seguendo tutte le direttive e disposizioni previste dal Governo, dalla Regione, dal Coni e Federugby, perché la salute e la sicurezza sono al primo posto. In primo luogo abbiamo sanificato gli ambienti del centro sportivo Canalina chiudendolo al pubblico fino al 3 aprile compreso, e proseguendo con azioni di igienizzazione continua. Poi - prosegue Manghi - ci siamo organizzati con staff tecnico e preparatore atletico per fare gli allenamenti a piccoli gruppi, di cinque giocatori massimo, che si alternano tra sedute in palestra e in campo. Prima di cominciare, un membro dello staff medico/riabilitativo misura la temperatura a tutti i presenti. I ragazzi hanno poi a disposizione trovato tutto il necessario per poter lavorare in sicurezza, guanti e gel igienizzante compresi».
C'è chi ha risposto all'invito e chi ha scelto di fare diversamente.
«Ognuno ha la sua sensibilità e risponde in modo diverso a una situazione di emergenza e paura come quella che stiamo vivendo - commenta Manghi - Almeno una quindicina di ragazzi ha già ricominciato ad allenarsi, credo che sia più sicuro farlo qui in un contesto organizzato e professionale che non a casa o singolarmente in luoghi pubblici, come i parchi, frequentati ancora da troppa gente. Tutti gli stranieri sono rimasti a Reggio, segno che qui e con noi si sentono più al sicuro che altrove».
Invero, la situazione è continuamente in evoluzione e anche la strada intrapresa dal Valorugby potrebbe doversi interrompere. È proprio di ieri la nota dei medici di medicina sportiva che boccia - in questo momento - gli allenamenti in gruppo. Da via Assalini, arriva a questo proposito un commento lacononico: «Noi ci atteniamo alle direttive del Coni e della Federugby. Se questi recepiranno i pareri dei medici sportivi, ci adegueremo, altrimenti continueremo ad allenarci con il massimo del rigore e del rispetto delle norme».
Di sicuro c'è l'annullamento del Torneo Città del Tricolore che domenica 22 marzo avrebbe portato alla Canalina 1500 bambini e ragazzi provenienti da tutta Italia.
«Lo abbiamo deciso, d'accordo con le Istituzioni, subito dopo le prime misure restrittive. Appena possibile fisseremo una data per recuperare il Torneo, speriamo entro la fine dell'anno - promette Manghi - Tutta l'attività che non riguarda la prima squadra, dal minirugby alla serie B, è sospesa fino al 3 aprile compreso. E' un momento difficile, da vivere e superare tutti insieme. Nel rispetto delle regole e del buon senso». —
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