Gazzetta di Reggio

Sport

parla il ds reverberi 

«Per gli atleti della Bardiani il ciclismo è un lavoro ma in strada li insultano»

Aldo Spadoni

2 MINUTI DI LETTURA





Aldo Spadoni

CAVRIAGO

«I nostri ragazzi sono professionisti, quando li vedete passare in bicicletta, loro stanno lavorando». Roberto Reverberi, direttore sportivo della Bardiani Csf Fainzanè è costretto a ribadirlo in questi giorni in cui tutto lo sport è fermo per l’emergenza Coronavirus.

Ad oggi il calendario internazionale è un unico foglio bianco, visti gli annullamenti di tante gare in programma. Il Giro d'Italia potrebbe spostarsi a giugno, anche se la partenza in Ungheria sembra essere saltata, così come il Tour che se si disputasse a luglio non sarebbe l'unico evento ciclistico a livello europeo, in quanto in calendario ci potrebbero essere altre corse. L' idea all'interno dell’Aigcp, l’associazione che raggruppa tutti i team ciclistici mondiali, è quella di proporre all' Unione Ciclistica Internazionale di prolungare la stagione sino a fine novembre. ù

Reverberi come si stanno allenando i vostri atleti?

«I ragazzi si stanno allenando anche se la preparazione atletica va rivista. In sella alle loro bici, i nostri ragazzi a volte vengono insultati, perché la gente non sa che sono professionisti ».

Forse la gente pensa che dovrebbero fermarsi anche loro...

«Lo ripeto per chi non lo sapesse e continua a far polemiche veramente sterili in questo periodo: gli atleti possono allenarsi, in quanto questo è il loro lavoro; ad esempio Mirco Maestri è di Casoni di Luzzara e può allenarsi andando anche fuori provincia».

Come si sta affrontando in Italia il problema del calendario delle gare e a quali corse siete stati costretti a rinunciare?

«L'Uci sta provando a reimpostare un nuovo calendario a livello mondiale e anche in base ad una delle mie proposte, l'idea è quella di gareggiare poi sino a metà novembre. Purtroppo per noi, sono saltate gare a livello internazionale come la Strade Bianche, la Coppi & Bartali, la Tirreno-Adriatico, Tour des Alpes, Giro di Bretagna, Giro di Turchia e Giro dell'Appennino tutte gare di preaparazione per il Giro d'Italia».

Ci sono corse che contate di recuperare?

«L'Uci guarderà ora come riposizionare il calendario e ad esempio il Giro di Sicilia potrebbe essere calendarizzato a novembre viste le temperature miti dell'isola. Ma al di la delle corse, la salute di tutti noi e delle nostre famiglie è la cosa più importante».

Queste problematiche comporteranno anche un danno economico per la vostra società?

«Se si riuscirà a riprendere a giugno, al massimo a luglio, si potranno recuperare tante gare non disputate limitando quindi i danni, anche dal punto di vista economico e dell'immagine del team. La nostra speranza, come quella degli sportivi, è di avere anche quest'anno sulle nostre strade il Giro d'Italia». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google