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Silingardi: «Piste vuote e silenziose però ora pensiamo a uscirne»

Alessandro Zelioli

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Alessandro Zelioli

ALBINEA

«Il pattinaggio ha recepito prima di altri sport più nobili l’esigenza di fermarsi. La Fisr è stata una delle primissime federazioni ad aver sospeso e non annullato i campionati delle varie specialità. Il tutto è stato possibile perché l’intera struttura ha recepito che c’era la necessità di bloccare le attività. E di questo siamo orgogliosi».

Con queste parole, Gianluca Silingardi componente del settore tecnico della federazione con ruolo d’immagine e marketing federale racconta quanto sta avvenendo nel mondo delle rotelle.

«In Italia è stato più facile perché c’è una forte coesione - rimarca Silingardi, presidente dello Skating Club Albinea -. In Europa, come avvenuto per il contagio, hanno impiegato di più a comprendere. La WS Europa ha rinviato i due campionati che si dovevano disputare in aprile: Europei Gruppi in Olanda e Singoli in Portogallo. Difficile dire quando saranno recuperati, ma se si dovesse tornare alla normalità, diciamo nel giro di un paio di mesi, ci sarebbe ancora tempo per realizzare i campionati nazionali e, di conseguenza, Mondiali ed Europei. Non ci sarebbero problemi a posticipare un campionato, come l’Europeo, dopo il Mondiale in Paraguay. Le due kermesse non sono collegate, perché le squadre che vi devono partecipare, escono dai rispettivi campionati nazionali. Per cui, prima facciamo gli Italiani, poi vedremo».

Si dovrà creare, quindi, una sorta di nuovo calendario.

«La Federazione ha ben chiaro cosa può essere procrastinato e cosa no. Senza dimenticare che uno dei primi passi è quello di posticipare la chiusura dell’annata sportiva che era fissata al 31 agosto».

A proposito di bilanci. Quanto influirà questa crisi economica, sul futuro dello sport a rotelle? «Il pattinaggio ha bilanci molto poveri e quindi non credo ci siano società appese a un filo. Il Coni, tuttavia, si è già espresso a sostegno di tutte le federazioni. Quindi credo non ci saranno grossi problemi per nessuno».

Manca però l’aspetto sportivo. «Quello manca molto. Come presidente di Albinea, ogni giorno mi reco al nostro “gonfiabile” al Parco Lavezza e non sentire le voci dei ragazzi, la musica, mi mette tristezza. Pensiamo ora a uscirne, poi lo spettacolo continuerà certamente». —

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