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«A settembre alcune squadre potrebbero non iscriversi»

Mara Bianchini
«A settembre alcune squadre potrebbero non iscriversi»

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Mara Bianchini

REGGIO EMILIA

In questi ultimi giorni il mondo calcistico dilettantistico si sta interrogando sul futuro. La metà di marzo è arrivata, le partite da recuperare si sono accumulate e in molti si stanno chiedendo se e quando si tornerà in campo. Ogni addetto ai lavori ha la sua idea per concludere la stagione.

«Siamo in un momento difficile da affrontare – è il commento del presidente del Brescello Andrea Braglia – sia come persone che come famiglie e i nostri pensieri principali vanno a tutte quelle persone che ogni giorno combattono per salvare vite nelle corsie degli ospedali. Penso che il calcio dilettanti sia stato giusto fermarlo e anche noi come Brescello abbiamo fermato ogni attività. A questo punto non credo però ci saranno i tempi per riprendere un campionato e terminarlo regolarmente. Sinceramente non mi interrogo neanche sul come terminare questo ma piuttosto a quante squadre riusciranno a iscriversi ai vari campionati a settembre».

«Si aspetta – il diesse del Luzzara Marco Manini – e non si pensa più di tanto al calcio. Noi dirigenti siamo più in apprensione per la salute delle persone e per la situazione in generale. Non credo ci saranno i tempi tecnici per chiudere il campionato. Ai ragazzi abbiamo detto di tenersi in forma, per quanto possibile, e che quando verranno rese note novità le diremo loro».

«È una situazione che non viene contemplata neppure nei regolamenti della Federazione – sottolinea Emore Iemmi, allenatore della Scandianese Casalgrandese – perché non ci siamo mai trovati a fronteggiare una pandemia. La situazione è complicata ma di certo secondaria rispetto alla tutela della salute. Ai ragazzi è stato detto di fare un programma personalizzato poi si vedrà quando ci potremo ritrovare».

«Mi piacerebbe molto – dice il tecnico del Baiso Lorenzo Baroni – che si potesse terminare questa stagione, anche a giugno o luglio perché significherebbe che la situazione si è risolta. Non ho soluzioni da proporre se non quello di aver detto ai ragazzi di cercare di allenarsi ma se non si ha la possibilità non c’è problema perché la loro salute viene prima di tutto».

«Non c’è molto da fare – dice l’allenatore del Fabbrico Gianni Pellacani – se non attendere che la situazione si stabilizzi e riesca a tornare alla normalità. Se i campionati dovessero chiudere ora pazienza, la salute viene prima di tutto». «Rispetteremo qualsiasi decisione – conclude il diesse del Campagnola Andrea Rossetti – verrà presa dagli organi competenti. Ai ragazzi è stato dato un programma e ci si sente solo via telefono o videochiamate. Ci auguriamo come tutti che questa situazione possa migliorare il prima possibile e che diventi solo un brutto ricordo». —

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