Il presidente dell’Arcetana «Non ha senso ripartire»
Nicolò Rinaldi
REGGIO EMILIA
Sullo sfondo dell’emergenza Coronavirus, si cerca anche di capire quali saranno le sorti della stagione agonistica. Il dibattito è aperto, anche tra i club reggiani di Eccellenza.
ARCETANA E FOLGORE
Arcetana e Folgore Rubiera San Fao la pensano uguale: troncare la stagione e annullare le classifiche. Il primo ad avanzare questa ipotesi è stato Alex Spaggiari: «Adesso ci sono ben altri problemi, sanitari ed economico-sociali - sottolinea il presidente dell'Arcetana - Di fronte a ciò, uno stop dei campionati non deve spaventare. Bisogna prendere in seria considerazione l’ipotesi di chiudere l’annata, in modo definitivo: a settembre, ogni squadra ripartirebbe dalla propria attuale categoria». «Parole che condivido - fa eco Fabrizio Tagliavini, ds della Folgore Rubiera San Fao - Credo che sia bene rimandare la discussione di circa un mese, quando la situazione sarà più chiara. Intanto, mi sarei aspettato che il calcio a tutti i livelli organizzasse raccolte fondi a favore della sanità: allo stesso modo speravo di vedere tanti giocatori impegnati con la Croce Rossa, o nell’assistenza agli anziani. Invece, finora non è stato fatto nulla di tutto ciò».
ROLO E BAGNOLESE
Il Rolo ha altre idee in merito al campionato: «Intanto, pensiamo a superare l’allarme Covid-19 - sottolinea il ds Giancarlo Bruini - Se riprenderemo entro i primi di maggio, sarà possibile giocare tutte le gare anche a costo di finire il 30 giugno. Se invece il via libera arrivasse a metà maggio oppure oltre, proporrei di fare solo playoff e play out: in tal caso immagino degli spareggi salvezza a 6 squadre, coinvolgendo pure Folgore e Fiorano. Inoltre la Bagnolese sarebbe promossa direttamente: Colorno, Nibbiano, San Michelese e Piccardo si sfiderebbero invece tra loro, per decretare l’unico accesso agli spareggi nazionali che mettono in palio la D». Opinioni non distanti dalla prima della classe: Giuseppe Conti, presidente della Bagnolese, ha dichiarato che i rossoblù dovrebbero salire subito in D qualora i campionati non potessero ripartire.
BIBBIANO SAN POLO
Quanto al Bibbiano San Polo, il presidente non crede che la stagione riprenderà: «Ora la soluzione del problema Coronavirus ha la precedenza su ogni altra cosa - spiega Alberto Zanichelli - Parlando di calcio, le squadre non sono macchine che si riaccendono con un interruttore: ora tutti sono fermi, e per ricominciare senza avere infortuni serve un mese di preparazione. Di conseguenza, l’annata dovrà terminare qui: siamo dilettanti, e non possiamo sobbarcarci un’interminabile serie di partite fino a luglio o agosto. Abbiamo piena fiducia in ciò che la Federazione deciderà: annullare tutto, o assegnare i traguardi in base alle attuali classifiche». —
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