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BASKET in emergenza 

La serie A perde altri pezzi tanti gli stranieri in fuga

Adriano Arati
La serie A perde altri pezzi tanti gli stranieri in fuga

Dopo Upshaw in tanti hanno scelto di tornare in questi giorni negli Usa Solo le società impegnate in Coppa riescono per ora a fermare la diaspora

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Adriano Arati

REGGIO EMILIA

Gente che va, gente che resta, gente che attende in un mare di incertezza. Queste settimane di paralisi stanno generando situazioni molto complesse da gestire per quanto riguarda i giocatori stranieri di tutte le squadre di serie A. Il contingente estero è formato in buona parte da statunitensi, e tanti fra gli atleti Usa hanno fatto ritorno a casa – d’accordo o meno con il club – o stanno valutando l’ipotesi.

Il discorso è valido pure per gli elementi di altre nazionalità, ovviamente, anche se più attenuato. Per tutti, il desiderio di essere vicini alle famiglie è forte, adesso di sicuro la scusa non può essere quella di allontanarsi dai focolai italiani , visto che l’epidemia è oggi pandemia.

Praticamente ogni formazione ha registrato qualche defezione, le uniche eccezioni riguardano forse le compagini impegnate nelle coppe europee, dove lo stop definitivo è arrivato con un cospicuo ritardo rispetto all’Italia. Sono anche le società con i giocatori dai contratti più elevati, e anche questo elemento finisce per incidere.

Tutte le altre squadre hanno detto addio a qualche straniero, in maniera più o meno concordata. La Grissin Bon si è ritrovata senza Upshaw, che ha avvisato i dirigenti una volta arrivato all’aeroporto.

Per ora resistono Vojvoda, Owens, Cherry e Johnson-Odom, anche se quest’ultimo ha mostrato segni di insofferenza via web. Si erano già congedati Mekel, diretto a Malaga, e Pardon, volato ad operarsi in patria dopo la frattura alla mano.

Una data per ripartire è impossibile da identificare, ma quando si riprenderà si rischia di trovarsi di fronte una serie A molto diversa da quella attuale. Oltre che inevitabilmente fuori forma: come fatto notare pubblicamente da Weems della Virtus Bologna, ci sarebbe bisogno di diverse settimane di preparazione per tornare a una condizione atletica decente, il lavoro di mantenimento e condizionamento che ogni singolo elemento sta svolgendo per conto suo non può essere sufficiente per compensare uno stop agonistico ben superiore al mese. Molte partenze di stelle e stelline, come quelle di Clark di Cantù, Stone di Brindis, Logan e Parks di Treviso, sono state accompagnate da strascichi polemici.

Facile prevedere contenziosi legali, che rallenterebbero ulteriormente gli eventuali ritorni. E in molti casi, ci sarebbe comunque da rispettare la quarantena: una persona in arrivo dagli Usa dovrebbe rimanere isolato a lungo in Italia, prima di potersi allenare. Facile immaginare un ricorso massiccio al mercato, e proprio per questo la serie A sta ragionando su una deroga al numero di visti per extracomunitari, così da consentire nuovi ingaggi senza vincoli e mantenere la competitività.

Potrebbe tornare di attualità anche la A2, con stranieri già fisicamente in Italia e rodati oggi impegnati in società che – ancora più che in serie A – avranno necessità di far cassa. Il termine per le transazioni fra categorie era fissato al 31 marzo, ma è una data precedente alla crisi. E nulla è rimasto uguale, da allora. —

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