Tante ipotesi in campo ma la conclusione della stagione per ora è un rebus
Slittamento, annullamento, rinvio o spareggi alla ripresa Gli addetti ai lavori si interrogano: difficile trovare un accordo
Luca Cavazzoni
REGGIO EMILIA
L’emergenza del Coronavirus ha sconvolto tutte le abitudini, con il calcio dilettantistico che non trova più spazio da ormai un mese. Il futuro è un’incognita assoluta, tra gli ottimisti che confidano ancora in una ripresa dell’attività agonistica ed i pessimisti che firmerebbero in bianco per riassapore il gusto dell’erba verde almeno nella prossima stagione. Si naviga a vista, si vive alla giornata.
Ma in mezzo, ci sono due paletti da non trascurare. Non più tardi di martedì pomeriggio la Federazione dei medici sportivi ha diramato una nota, ribadendo l'interruzione degli allenamenti per le società dilettantistiche fino a nuove indicazioni.
L’altro riguarda la data del 30 Giugno, termine di scadenza dei vincoli annuali tra i giocatori e le squadre di appartenenza.
Stando ad indiscrezioni, il piano del Comitato regionale della Figc era già abbastanza chiaro. L’attuale stop della Lega Nazionale Dilettanti è valido fino al 3 aprile, l’ipotesi era di lasciare una decina di giorni per riorganizzare gli allenamenti e tornare in campo dal sabato di Pasqua in poi. Dalla Promozione in giù ci sarebbe più tempo per concludere i campionati, mentre l’Eccellenza non potrebbe andare oltre il 24 maggio dovendo poi fornire a Roma i nominativi delle seconde classificate i cui spareggi nazionali per la Serie D devono al massimo iniziare il 31 maggio.
Ma ci sono altre incognite, tra cui il fatto che da un mese nessuno più si allena se non al massimo con qualche piano di lavoro individuale fornito dagli staff tecnici. Occorrerebbe rifare in pratica una sorta di nuova preparazione come in estate, per tuffarsi poi in un rush finale a suon di turni infrasettimanali. Il taglio di alcune appendici di fine annata sarebbe un’ipotesi percorribile, è stata ad esempio già annullata la fase finale nazionale degli Juniores Regionali. E se si ripartisse, ci sarebbe da capire dove incasellare anche le varie coppe ancora da terminare ed i vari playoff e play out. Ci sarebbe anche un’altra chance ma che appare ben poco realizzabile, cioè organizzare veloci playoff e playout per concentrarsi e determinare esclusivamente promozioni e retrocessioni.
Fermare i tornei non è contemplato dal regolamento della Figc, alla quale spetterebbe il compito di decidere in seguito alle consultazioni con le varie Leghe calcistiche. L’evento sarebbe del tutto eccezionale, destinato a creare un precedente che di certo non potrà accontentare tutti. Se si annullano i campionati, si ripartirà a settembre con gli stessi organici ma con eventuali ricorsi da parte di chi sta in vetta e tantissime realtà a dover fare i conti anche con la crisi degli sponsor in ambito lavorativo. Si sono comunque disputati due terzi di stagione, si potrebbero congelare le attuali classifiche relative all’ultimo turno interamente disputato come nel motociclismo oppure in Formula Uno. In questo caso le conseguenze potrebbero essere la promozione diretta per le prime, e la retrocessione diretta di una o due squadre che potrebbero legittimamente inoltrare ricorso. Occorrerebbe poi capire se ci potranno essere gli spareggi di fine annata oppure, in caso negativo, se sarà necessario stilare solamente delle graduatorie di merito tra le migliori seconde.
Infine, per non scontentare chi rischierebbe di dover abbandonare la categoria ma non sul campo, c’è chi ipotizza un finale di campionato che prevede soltanto le promozioni ma con il blocco delle retrocessioni. Ogni campionato superiore sarebbe in sovrannumero, con più retrocessioni l’annata dopo per rimettere poi tutto a posto anche a livello numerico.
Infine, ultimissima ipotesi quella di spezzare i campionati su due stagioni, conservando le attuali classifiche e da quelle ripartire. —
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