«È un anno di ricostruzione ma la Regia Berretti cresce»
L’allenatore Paolo Beretti sulle sfide della squadra granata giovanile «Dopo il fallimento e il ripescaggio, il progetto ha bisogno di 3 o 4 anni»
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA
«Per il settore giovanile il ripescaggio è stata una sfida terribilmente difficile perché è stato ricostruito completamente per poter essere all’altezza. Per questo a inizio stagione ero un po’ preoccupato. Ma ora sono contento perché c’è stata una grande crescita della mia squadra». Paolo Beretti, allenatore della Reggiana Berretti, è un grande conoscitore del settore giovanile e del mondo granata in generale. «Mia madre faceva la cuoca a Villa Granata nell’era prima di Marchioro, quando eravamo in C insieme a squadre come Padova e Parma». Poi il tecnico ha lavorato per sei anni nel settore giovanile, durante tutta la presidenza Barilli, l’anno di Compagni e il primo dei Piazza. «Nel mio ultimo anno, con Sergio Mezzina responsabile e il ds Andrea Grammatica a supervisionare il tutto - prosegue Beretti - abbiamo avuto grande risultati, io con i miei Allievi Nazionali e Paolo Zanetti con la Berretti».
Il fallimento ha disperso un grande patrimonio di talenti. «Dei classe 2000 che allenavo io - prosegue Beretti - Jacopo Pellegrini ha esordito con il Sassuolo. Amine Chakir è alla Spal ed è in prestito in serie D al Legnago. Luigi Sarli è al Fano in C. Per ricostruire il settore ci vorranno 3-4 anni». Nelle fila granata sono passati tra l’altro talenti come Stefano Piccinini, ora al Sassuolo, Giacomo Marconi e Mattia Marino, per citarne tre che sono considerati a livello nazionale.
Nonostante il difficile impatto con il salto di categoria, mister Beretti è soddisfatto di come procede la crescita della sua squadra. «Siamo in lotta per i playoff ed è un buon risultato perché molti dei nostri ragazzi arrivano dai campionati Juniores Nazionali mentre i loro avversari sono cresciuti in settori professionisti. Nel girone di ritorno sono calati un po’ i risultati ma la crescita tecnica e individuale non si è fermata e questo è la cosa più importante perché il nostro obiettivo principale è proprio quello».
In serie D, anche per la regola degli Under, molti ragazzi del settore giovanile erano finiti in prima squadra. Quest’anno, visto anche il ripescaggio, è decisamente più difficile. Giuseppe Iaquinta, figlio del campione del Mondo, ha debuttato con la prima squadra, mentre Galeotti e Galeazzi sono stati convocati. «Grazie a mister Alvini e a tutto lo staff, che hanno grande attenzione, i miei giocatori a turno si sono allenati con la prima squadra. Si tratta di esperienze molto formative».
Il settore giovanile granata si è fermato alle prime avvisaglie dell’epidemia di Coronavirus. «Sono molto orgoglioso della scelta della società. Noi muoviamo ragazzi da Imola a Piacenza e anche prima che fosse chiara la gravità della situazione abbiamo fermato tutta l’attività. I ragazzi sono seguiti individualmente. Prima che chiudessero l’attività all’aperto andavano anche a correre. Ora sono in casa e rispettano le regole imposte dalla situazione, cercando di svolgere qualche esercizio tecnico e tenersi in forma».
La ripresa dei campionati è un rebus e quelli giovanili potrebbero essere sacrificati. «In questo momento il calcio è una cosa secondaria. I campionati giovanili potrebbero essere sospesi o conclusi rapidamente. Dipende da come evolve il contagio».
Anche nel mezzo di questa emergenza gli allenatori restano in contatto con i loro ragazzi. «Nella Berretti hai a che fare con dei piccoli uomini, che sono pronti a fare il salto. Ragazzi che si allenano quattro volte a settimane, più la partita. Fanno grandi sforzi per conciliare sport e studio. Anche le loro famiglie sono coinvolte in questo progetto. Con loro non si parla solo di calcio, altrimenti non ci sarebbe empatia». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
