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«Serve un confronto fra i club per fare una proposta alla Fip»

Riccardo Bellelli

Il presidente della Rebasket Leonardo Piccinini  analizza il difficile momento e auspica che venga trovata una linea comune

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Riccardo Bellelli

REGGIO EMILIA

Per il presidente della Rebasket Leonardo Piccinini è davvero difficile riuscire ad immaginare il futuro immediato del nostro basket. La speranza di poter riprendere c’è ma sembra cozzare con la situazione reale.

«Dubito si possa ripartire prima di Pasqua - dice -. Credo che sia giusto confrontarsi a fine mese tra i presidenti almeno delle formazioni di serie C per avere una linea comune e qualche proposta da fare alla Fip nel caso si riparta».

Quali sono i problemi della gestione sportiva in questo momento?

«Premesso che la salute è la cosa più importante, la grande incertezza che c’è ora è un problema per le società e per gli atleti. Ci sono molti che giocano per arrotondare o per avere un’entrata per loro importante e le società non sanno bene come regolarsi. Speriamo che la federazione riveda le pretese economiche per pesare meno sui bilanci che ora saranno messi a dura prova».

E se si dovesse ripartire?

«Sarebbe un bel caos a livello organizzativo. Innanzitutto non si potrà giocare subito perché ci sarà bisogno di rimettere in piena forma gli atleti. Sicuramente faranno il possibile a casa ma stiamo parlando di gente abituata a 3-4 allenamenti a settimana che se buttata subito in campo con gare di campionato, rischiano infortuni muscolari. Dopo di che ci sarà da ripensare probabilmente la formula perché i tempi sarebbero davvero ristretti, bisognerebbe giocare nei weekend e anche infrasettimanale ma c’è il problema della disponibilità delle palestre. Anche altre squadre giocano nel nostro impianto e quindi ci sarebbe da coordinare i club e trovare spazio per tutti. Una cosa che mi pare quasi impossibile e non saremo gli unici in questa situazione».

Giocare fino a fine giugno le sembra una via praticabile?

«No, di solito a giugno ci si deve già iscrivere alla stagione seguente, i giocatori non so se sarebbero disponibili così a lungo e la cosa creerebbe problemi organizzativi».

Quale soluzione potrebbe essere possibile, allora?

«A me piacerebbe riprendere e giocarmela sul campo, ma come ho detto mi pare ci siano poche possibilità. Si potrebbe forse partire dalla situazione attuale e disputare i playoff e i playout in modo da tagliare i tempi».

E se non si ripartisse?

«Allora sarebbe difficile trovare una soluzione che non scontenti troppe società. Ci sono club che han speso soldi e tempo per creare team forti per salire e veder vanificare tanto impegno non li renderebbe certo felici. Penso a Scandiano in serie D che non ha mai perso sul campo, sarebbe una beffa tremenda. Magari chi è in fondo alla classifica sarebbe più disponibile all’annullamento della stagione». —

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