Il calcio alza bandiera bianca Cautela anche per allenarsi
Ipotesi remota finire il campionato. Nodo stipendi, un’opzione è congelare marzo Sindacato calciatori aperto al taglio dei compensi se fosse decretato lo stop
Le parole di Gazidis
Tra i club continua ad aleggiare una certa sfiducia reciproca. Non tutti hanno gradito la partenza dall'Italia di Higuain, Khedira e Pjanic che erano in quarantena per la positività del compagno Rugani. Ma ieri il sentimento prevalente era un altro, fotografato dalla dichiarazione dell’amministratore delegato del Milan, Ivan Gazidis: «Il calcio tornerà al momento giusto, ma non prima che questa emergenza mondiale sia risolta».
Da ieri è più difficile immaginare una ventisettesima giornata di Serie A: a tenere banco, più che gli allenamenti, sono stati i danni economici che rischia il sistema calcio senza ripartire. È stato ipotizzato di congelare gli stipendi dei calciatori di marzo, una mossa più propagandistica che concreta visto che c’è tempo fino al termine di maggio per pagare questa rata. Non tutti i club sono d’accordo perché a marzo qualcuno ha giocato anche nelle coppe europee, come l’Atalanta.
La videoconferenza con l’Aic è durata appena dieci minuti e il protagonista è stato soprattutto Claudio Lotito. Il sindacato calciatori ha ribadito che, prima di parlare di tagli, occorre capire se si tornerà a giocare. Se non succederà, i calciatori sono pronti a fare la loro parte. Da ieri questa eventualità, davanti a un Paese in ginocchio, sembra più vicina. —
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