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«Per le squadre indipendenti come la Puccetti Racing il danno sarà pesantissimo»

ALDO SPADONI
«Per le squadre indipendenti come la Puccetti Racing il danno sarà pesantissimo»

Il team manager Manuel Puccetti parla alla Gazzetta delle prospettive delle diverse competizioni fermate dalla pandemia 

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L’INTERVISTA

ALDO SPADONI

Il Puccetti Racing Team , una delle più forti squadre partecipanti ai mondiali delle derivate, dopo il rientro dall'Australia , dove a Phillip Island si è disputata la prima prova del mondiale Sbk e Supersport, è già al lavoro nella sua sede di via Monti Urali a Reggio Emilia. Anche se a ranghi ridotti, tecnici, telemetristi e meccanici lavorano per prepararsi alla ripresa dell’attività agonistica, anche se molti appuntamenti iridati per ora sono stati posticipati. Il team manager Manuel Puccetti è decisamente realistico e pensa c he difficilmente si potrà tornare a gareggiare prima del mese di maggio , anche con la formula del "porte chiuse".

Dopo il vostro rientro dalla gara inaugurale del mondiale a Phillip Island il tuo team è al lavoro?

«Nel reparto corse non mancano mai le cose da fare, il nostro lavoro è un'onda lunga, tra l'organizzazione delle trasferte e l'attività quotidiana; il team quindi è impegnato a pieno regime».

Quanto la preoccupa questa situazioine sia dal punto di vista personale che di manager?

"Personalmente sono molto preoccupato per la saluteper tutta la squadra, i piloti e il nostro mondo delle due ruote e soprattutto per tutti i nostri familiari, allo stesso tempo, non posso ignorare anche la gravità della situazione economico-finanziaria».

Teme di avere problemi con gli sponsor?

«Il rischio c’è, soprattutto per i team indipendenti, cioè non finanziati dalla case madri...».

È il vostro caso, non è così?

«È così: a sostenerci in questa avventura, soprattutto per quello che riguarda la Superbike, ci sono aziende che se non riescono a lavorare a pieno regime, ovviamente non potranno onorare le sponsorizzazioni».

Il suo team sportivamente è fermo, però il vostro personale continua a percepire il proprio stipendio?

«Abbiamo persone assunte, che quotidianamente lavorano nel reparto corse e ricevono uno stipendio mensile, mentre per quelli che vengono solamente per i Gran Premi, non è stato ancora affrontato il discorso, ma sicuramente sarà da prendere al più presto in considerazione e sarà valutato caso per caso».

Il prossimo appuntamento in calendario sarebbe ad Assen, la cattedrale del motociclismo. Secondo lei si correrà?

«Lo escluderei, speriamo che da maggio possa riprendere l'attività racing. Se guardiamo in ottica mondiale il tutto è completamente diverso ed è difficile fare previsioni sulla ripresa delle corse: in altri paesi si stanno rendendo conto adesso della gravità della situazione e stanno adottando i provvedimenti restrittivi che da noi sono in vigore da tempo. In un mondiale ci sono tecnici e piloti che arrivano da tutte le parti del mondo, inoltre vedo che le compagnie aeree hanno già cancellato automaticamente i voli che noi avevamo prenotato in anticipo per essere presenti alle gare. Per questo, e per una situazione grave che è in continua evoluzione è davvero difficile dire quel che succederà». —

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