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Scappini: "Per la Reggiana in B salto pure le ferie"

Massimo Sesena
Stefano Scappini vuol tornare presto a "castigare" le difese avversarie
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Stefano Scappini vuol tornare presto a "castigare" le difese avversarie

Così il bomber granata di fronte alle possibili prospettive del campionato interrotto dall'allarme Coronavirus
"Quello che stiamo vivendo sembra un film terribile, ma purtroppo è la realtà: speriamo si torni presto alla normalità"

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REGGIO EMILIA. «Mi sembra di vivere un film, un brutto film. Fisicamente sto bene, fosse per me giocherei domani, ma in questo momento penso alle persone che stanno male e anche il calcio passa per forza in secondo piano».

Dalla sua casa di Terni, Stefano Scappini è uno dei tanti spettatori inerti e confinati in casa di fronte al dolore collettivo di questa tragedia quotidiana. Stefano Scappini è forse il più talentuoso attaccante di tutta la categoria, che quest’anno ha già messo a segno 9 gol nonostante un rendimento e un numero di presenze limitate da fastidiosi guai legati alla fascite plantare che dall’inizio del campionato non gli ha mai dato tregua. Da settembre fino all’ultima partita con il Gubbio.

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«A dire il vero - dice Scappini - contro il Gubbio stavo bene, non ho avvertito alcun problema. E anche adesso penso di essere fisicamente a posto».Già, perché tutta questa prima parte di stagione ha visto il centravanti granata centellinare gli sforzi badando a non pregiudicare la situazione. In pratica, uno dei problemi che si erano frapposti alla sua completa guarigione era proprio l’impossibilità di un pieno riposo.
 

Possiamo dire che questo riposo è arrivato con questa pandemia?
«Sicuramente mi ha aiutato. La mia situazione è controllata quotidianamente dal mio ortopedico di fiducia ma già a Gubbio le cose andavano da questo punto di vista molto meglio».

Quando ha saputo della positività di Favalli lei era ancora a Reggio Emilia quali sono state le sue sensazioni?
«Con Favalli eravamo in contatto già nei giorni precedenti, sapevamo che tutta la sua famiglia aveva in quel momento problemi di salute e quindi , in un qualche modo ce lo aspettavamo. Poi ci siamo sempre tenuti in contatto, perché al di là delle qualità tecniche di ciascuno di noi, il nostro è un gruppo molto unito. Avete visto quanto noi ci si tenga a fare di tutto per il bene della Reggiana e per i suoi tifosi».

Le manca il campo?
«Tantissimo. Ma allo stesso tempo mi rendo conto della situazione. Ciò che stiamo vivendo è incredibile».
Dipendesse da lei come vorrebbe finire questa stagione?
«È evidente che più si allunga questa sosta più diventa anche difficile recuperare tutte le partite che mancano. Magari si può pensare, finita la stagione regolare, a dei playoff ridotti. Ma capisco anche che cambiare le regole in corsa potrebbe non esser gradito a chi arriva sesto o settimo e si trova fuori dai giochi...».

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E allora che si fa?

«Guardi per me l’importante è tornare in campo. Io gioco anche in agosto, se necessario. E se devo saltare le ferie le salto...».

Sua moglie è d’accordo? È lì con lei?
«Sì... infatti... Ecco.. Sta sorridendo. Magari per le ferie ne riparliamo...».

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