«Finiamo il campionato sacrificando i tornei estivi»
È la proposta del dirigente del Puianello Iames Iori ma tra le società regna un pessimismo generalizzato sulle chances di ripartenza
Mara Bianchini
REGGIO EMILIA
Il calcio dilettantistico è in standby e attende novità su come, se e quando verranno ripresi i campionati.
In Terza Categoria la preoccupazione c’è e nessuno nega la gravità della situazione che si sta attraversando. «In questo momento credo che l’importante sia stare in casa e aspettare che tutto passi il prima possibile – commenta il dirigente-factotum Iames Iori del Puianello – poi speriamo che si possa tornare a giocare. Negli ultimi giorni si parla di una ripresa della serie A a maggio e speriamo a ruota di poter ricominciare anche noi che siamo l’ultima categoria. Potrebbe anche essere l’occasione per giocare un campionato in primavera o estate e con il bel tempo anziché con freddo o neve. Anziché fare i vari tornei si potrebbe terminare questo campionato. E’ sicuramente una situazione che nessuno ha mai dovuto affrontare e sono sicuro che la Federazione prenderà la decisione migliore. L’importante sarà tornare in campo perché significherebbe che il peggio è passato». «Il calcio manca tanto – il diesse dello Sporting Tre Croci Luca Meglioli –manca trovarsi con i ragazzi la domenica e vivere la partita. E come manca a noi credo manchi a parecchi dirigenti e giocatori di questo mondo. Dal momento in cui hanno detto stop noi abbiamo seguito la direttiva e fino a quando non si saprà nulla di certo non mettereno di certo piede in campo. Ogni giocatore ha ricevuto indicazioni per allenarsi a casa, senza uscire, in modo da tenersi in movimento. C’è chi ci riesce e chi invece dovrà fare allenamenti diversi al rientro. Poi se e quando verrà deciso che si potrà tornare in campo ci organizzeremo di conseguenza. Non vedo una bella situazione ma mi auguro che si riesca in qualche modo a terminare questa stagione». «Prima tutti si fermeranno – spiega il presidente del Massenzatico Giuseppe Lanzi – prima si potranno prendere decisioni in merito. I ragazzi finché si è potuto si sono allenati da soli adesso per alcuni è complicato anche riuscire a fare un piano personalizzato. Qualcuno ci riesce altri no. Credo serva al momento tanta pazienza, rimanere in casa e pensare positivo». —
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