Chiara Pasquali mamma di tre bimbi insegnante e triatleta col vizio di vincere
La reggiana della New Motor Bike è fra le più forti in Italia «Questa disciplina durissima mi regala sensazioni uniche»
Aldo Spadoni
REGGIO EMILIA
La reggiana Chiara Pasquali è una delle più forti triathlete e interpreti del trail a livello nazionale, gareggia con la New Motor Bike Scandiano alternando lo sport con la sua preziosa attività di insegnante e mamma.
Chiara è insegnante elementare ed ha tre stupendi bambini, Riki il più piccolo di soli due anni e Bianca e Lucia che praticano danza classica e amano lo sci di fondo.
Come si è avvicinata allo sport?
«Prima di intraprendere con podismo e triathlon, ho praticato nuoto agonistico e nuoto di fondo con la Reggiana Nuoto, poi dopo la nascita di Bianca e Lucia nel 2011 mi sono avvicinata alla corsa. Inizialmente al trail, quindi anche alle gare su strada. Ho iniziato nell'Atletica Reggio, quindi sono passata alla New Motor Bike dove mi dedico al triathlon».
Quali sono state le sue vittorie più significative ?
«Nel nuoto le vittorie più belle sono state il secondo posto ai campionati italiani sui 5 km del 2004 e il settimo agli europei di Madrid nella stessa stagione. Nel podismo, prima della nascita di Riki, correvo molti trail con buone soddisfazioni ed ottimi risultati, mentre nel triathlon ho iniziato solamente da due anni, devo dire che questa disciplina faticosissima mi appassiona tantissimo, dandomi sensazioni uniche».
In questo periodo di stop forzato riesce comunque ad allenarsi. Come sta riuscendo a restare attiva?
«Vista la grave situazione sanitaria, in questo momento mi alleno sui rulli in giardino e faccio esercizi di potenziamento, ma a me piace correre nella natura e ora purtroppo non si può, quindi mi adeguo ed aspetto con serenità che tutto si risolva».
Oltre ad essere una sportiva e una grandissima appassionata di sport lei svolge un ruolo importante nella società, lei è infatti insegnante. In questo momento così particolare e complicato, come riesce a restare vicina ai suoi alunni e alle loro famiglie?
«Insegno matematica, motoria, scienze e inglese alla scuola primaria e in questo momento cerco di stare vicino agli alunni con la didattica a distanza. È molto difficile anche perché è un mondo completamente nuovo per tutti, il contatto umano con gli alunni è molto più motivante, ma ci adattiamo tutti, sia noi insegnanti sia le famiglie e naturalmente i nostri piccoli allievi a questa situazione paradossale».
Negli ultimi giorni è sorta la grande polemica sui podisti che continuavano ad allenarsi nonostante l’emergenza Covid-19. Lei cosa ne pensa ?
«Penso che in questo momento tante inutili cattiverie andrebbero del tutto evitate. Cerchiamo di rispettarci ed aiutarci gli uni con gli altri e rispettiamo soprattutto le regole che ci vengono date per il bene della salute collettiva». —
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