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«Dopo 27 anni in campo continuo ad amare il futsal come il primo giorno»

A.s.
«Dopo 27 anni in campo continuo ad amare il futsal come il primo giorno»

Il 43enne Francesco Reggiani è il pionere del calcetto  In carriera ha giocato in tutte le categorie e realizzato 700 gol

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REGGIO emilia

Francesco Reggiani è stato uno dei “pionieri” del calcio a 5 reggiano, un'atleta da prendere come esempio, non solo per le sue eccelse doti tecnico-tattiche, ma per l’amore che lo ha sempre legato a questa disciplina. Quarantatre anni, lavora al Credem e da 27 stagioni calca ancora i parquet, avendo da sempre il calcio a 5 nel sangue. Ha giocato a livello federale in tutte le categorie con le maglie di Reggiana, Giemme, Terre Matildiche, Olimpia Vezzano, Correggese, Badia Bagnolo e Viadana realizzando la bellezza di 700 gol, ora disputa il campionato Open A nelle fila del San Pro.

Lei è stato uno dei primi reggiani in questa disciplina ed ancora oggi gioca: cosa è stato per lei questo sport e cosa le ha insegnato?

«Col futsal è stato amore a prima vista, e sin dalla prima partita è scoppiata una grande passione; in termini di insegnamento mi ha aiutato a capire l’importanza della disciplina, del rispetto degli altri e dell’impegno».

Quale consiglio si senti di dare alle giovani generazioni per continuare a trovare stimoli per continuare per tanti anni e non abbandonare?

«Ai giovani mi sento di dare tre consigli. Il primo è sicuramente quello di impegnarsi a fondo per acquisire i fondamentali tecnici e tattici della disciplina, se si è robusti su questo fronte il resto diventa facile . Il secondo di ricordarsi che questo è uno sport di squadra come pochi altri e solo riuscendo a costruire legami forti con compagni, mister e staff si può ambire ad avere soddisfazioni, mentre il terzo è che dalle sconfitte si impara moltissimo, soprattutto se si ha la voglia di analizzare a fondo cosa è accaduto e di lavorare sempre per migliorare».

Quali le differenze che trova nel calcetto allora e quello di oggi ?

«Il futsal come tutti gli sport si è evoluto molto rispetto ai primi anni, i giocatori e le squadre sono molto più dinamiche, c’è un’intensità difensiva molto alta e tanta organizzazione sulle palle ferme. Per restare in un contesto del genere devi avere, come dicevo, fondamentali tecnici e tattici robusti è una buona condizione atletica».

Gioca ancora e con ottimi risultati, qual è il suo segreto?

«In questi 27 anni di attività ho sempre cercato di curare la parte atletica molto bene perché cercare di preservarsi dagli infortuni è fondamentale per poter giocare a lungo. Oltre a questo ho cercato di aggiornarmi , anche grazie ai tanti mister bravi che ho avuto, accogliendo le novità che mi venivano proposte senza restare ancorato a convinzioni personali immutabili, questi due aspetti mi stanno permettendo di continuare a praticare questo sport che amo con passione come se fosse sempre il primo giorno». —

A.s.

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