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Carretti, ad granata: "Uniti anche dopo giugno"

Massimo Sesena
L'ad granata Mauro Carretti con il presidente Luca Quintavalli
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L'ad granata Mauro Carretti con il presidente Luca Quintavalli

Il dirigente granata: "Non ci capiterà più un gruppo di uomini così"

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REGGIO EMILIA. È vero, questa squadra ci ha fatto sognare, ma in questo momento è difficile pensare che si possa riprendere quel filo. In queste settimane è davvero cambiato il mondo». L’amministratore delegato della Reggiana, Mauro Carretti prova a guardare oltre il difficile quotidiano, ma al primo tentativo è già sul punto di gettare la spugna: «In questo momento - dice - la nostra attenzione è tutta proiettata sui nostri affetti, sulle persone che soffrono, su quelle che muoiono. E tutto il resto, calcio compreso, va in secondo piano, anche se credo sarebbe altrettanto sbagliato dimenticarci di com’era la nostra vita prima della pandemia».
Il calcio, quindi, deve restare a portata di mano?
«Ne sono convinto. Perché quando ci saremo finalmente messi questo incubo alle spalle, sarà uno degli strumenti più preziosi per aiutarci a ripartire».
Già, ripartire. Una parola. Secondo lei quando sarà possibile?
«Non ne ho davvero la minima idea. Mi sento costantemente con i ragazzi e in loro c’è una grandissima voglia di ricominciare, ma nessuno sa quando».
Si sente anche con mister Alvini? Chissà come sta vivendo questa lontananza forzata dal campo...
«Anche lui che vorrebbe sempre essere in campo non vece l’ora di poter riprendere a giocare».
Andrea Costa, da queste colonne, ha comunque detto che quand’anche il campionato dovesse riprendere, i valori in campo non sarebbero più gli stessi. Lei che ne pensa?
«Sono d’accordo con lui. Sarebbe tutto diverso. E soprattutto credo che sarà diverso soprattutto dal punto mentale, prima ancora che sotto il profilo fisico...».
Senza contare le incognite sulle modalità di conclusione della stagione. Lei che idea ha in proposito?
«Leggo di tante ipotesi. Se i tempi sono quelli di cui si parlava fino a qualche giorno fa ovvero di una ripresa a maggio, con un calendario oggettivamente fitto di impegni si potrebbe arrivare alla conclusione entro la fine di giugno».
Anche prima del Coronavirus vi aspettava un calendario fitto di impegni...
«Ma allora era diverso, eravamo tutti concentrati sull’obiettivo. Ora, invece sarebbe come ripartire da zero».
Mantenendo così le cose, il campionato potrebbe protrarsi oltre giugno...
«È così. Altrimenti, si dovrebbero mettere in cantiere delle alternative, ma credo che si tratterebbe sempre di soluzioni che finirebbero per scontentare qualcuno. Penso ad esempio all’ipotesi di playoff ridotti. Crede che qualche squadra esclusa non avrebbe legittimamente il diritto di lamentarsi? Tutti parlerebbero di campionato falsato».
Invero, se si andasse oltre giugno, per la Reggiana si porrebbe il problema dei giocatori i cui contratti scadono a giugno. Li abbiamo contati, sono undici. Una squadra...
«È un tema che abbiamo ben presente e che, qualora si rendesse necessario, la società affronterà. E lo farà con un obiettivo che le posso già anticipare: questo è un gruppo di ragazzi eccezionali, di ottimi calciatori e di professionisti seri. In altre parole, un gruppo così non ci capiterà più. E quindi faremo di tuto per tenerlo unito».

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