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L’allarme della Torre sullo sport di base «Le società perderanno molti sponsor»

Riccardo Bellelli

Luigi Siligardi, presidente del sodalizio cittadino, è preoccupato dalle ripercussioni dell’emergenza-Coronavirus

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Riccardo Bellelli

REGGIO EMILIA

Il blocco delle attività sportive sta creando ovviamente grossi disagi a tutte le società e a maggior ragione alle polisportive che vedono moltiplicarsi i problemi per il numero di sport praticati dai propri tesserati.

E questo il caso ad esempio della Torre, una delle più attive società cittadine che si muove su tre fronti

«Il nostro club - spiega il presidente della società grigiorossa Luigi Siligardi- ha fermi basket, pallavolo e pattinaggio. Nel pattinaggio i danni potrebbero essere relativi perché la stagione parte e finisce più tardi, ad agosto, quindi ci sarebbero meno problemi per il recupero delle date. Per basket e volley invece la cosa è diversa. Ci sono scadenze più impellenti con fasi regionali e nazionali. Se mai si ripartirà,ci sarà da rivedere tutto».

Cosa prova in questo momento?

«Ovviamente la prima cosa che mi preme è la salute dei nostri ragazzi, ma è chiaro che dispiace non vederli in palestra. Per cercare di mantenere i contatti abbiamo fatto partire un’iniziativa che sta piacendo. Abbiamo chiesto ai nostri tesserati di mandarci foto, o nel caso dei più piccoli dei disegni, per raccontarci le loro giornate e poi gli pubblichiamo sul nostro sito. In più sono stati dati esercizi da fare ai giocatori per tenersi un po’ in forma».

In più avete voluto dare una mano all’Ausl reggiana...

«Sì, essendo una società fortemente radicata sul territorio e legata alla città, abbiamo voluto fare una donazione a favore di chi opera in prima linea in questo difficile momento».

Come vede il futuro?

«Voglio essere ottimista. Se ai primi di aprile o metà mese ci dicessero che si può ripartire, allungando un po’ le settimane di gioco, si potrebbe pensare di finire i campionati regolarmente. Come ho detto, chi ha fasi regionali e nazionali sarebbe più in difficoltà, ma si potrebbe trovare una soluzione. Nel nostro campionato di serie D di basket la difficoltà è legata alle tante giornate ancora da giocare. In più la difficoltà a trovare gli spazi nelle palestre per tutti. Nel basket come nel volley si potrebbero pensare formule alternative per terminare la stagione».

Quali potrebbero essere le ripercussioni economiche?

«Potrebbero essere pesanti. Non abbiamo ancora avuto notizie da Federazione, Fondazione dello sport e Provincia. Spero pensino a degli sgravi sui canoni di affitto e sulle tasse gare o dei modi per scalare quanto già versato sulle rate del prossimo anno. A livello di sponsor questa situazione temo possa portare ripercussioni anche sulle prossime stagioni. Le imprese sono state duramente colpite dall’emergenza che ha portato alla sospensione di tante attività. Per questo motivo credo sia lecito chiedersi quanti soldi avranno da poter investire nello sport nel prossimo futuro. La programmazione a medio termine sarà importante per le società».

E se non si riprendesse a giocare? Cosa farebbe relativamente a promozioni e retrocessioni?

«Noi, per quanto riguarda ad esempio la pallacanestro, non siamo in una situazione di classifica tale da non essere coinvolti in entrambi i discorsi. Posso quindi dire, senza interessi personali, che secondo me non bisognerebbe annullare la stagione ma utilizzare la classifica attuale, dove possibile, per decretare promozioni e retrocessioni. Ad esempio, sempre per quanto riguarda il basket di serie D sarebbe giusto che Scandiano salisse. Poi si andrà con i ripescaggi. Per le giovanili invece questi problemi non ci sono». —

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