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l’intervista 

«Questo virus terribile deve farci capire che il calcio è soltanto un gioco»

A.S.

Gianpaolo Ferri, presidente provinciale del settore calcio Uisp «Siamo stati i primi a fermarci e la nostra scelta si è rivelata assolutamente tempestiva» 

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REGGIO EMILIA

«Siamo stati tra i primi a fermarci, e visto quello che sta succedendo, non ho dubbi: mai scelta si è rivelata più azzeccata». Chi parla è Gianpaolo Ferri, presidente provinciale della Lega Calcio Uisp.

In effetti, la vostra organizzazione è stata tra le prime ad adeguarsi.

«È vero: la Uisp nazionale e, a scalare, quella regionale e quella territoriale hanno deciso lo stop in tempi non sospetti, cercando di dare un segnale a tutti: salvaguardare tutti i nostri associati per evitare un'ulteriore propagazione del virus. Ad oggi siamo felici della scelta fatta, mentre in questo momento stiamo pensando però anche al futuro. In questi giorni di grande incertezza, tanti nostri associati ci chiedono se riusciremo a terminare la stagione, ma per ora è una domanda alla quale non c'è risposta. Sicuramente in questo momento non è il problema prioritario, ma è più che altro un desiderio, una speranza di tutti noi che la situazioni torni al più presto alla normalità».

Il settore calcio dell’Uisp, a Reggio, com’è strutturato?

«La nostra organizzazione sportiva, che da sempre ha come motto dello sport per tutti, nel settore calcio comprende i tre campionati a 11, a 7 ed a 5 coinvolgendo circa 3000 tesserati. Nel calcio giovanile abbiamo optato sull' organizzazione di diversi tornei durante la stagione, quindi copriamo di fatto tutte le fascie di età dagli amatori ai più piccoli» .

Una volta tornata la normalità cosa avete pensato di fare?

«Una volta tornati alla normalità coinvolgeremo nuovamente tutte le società affiliate chiedendo il loro parere, dovremo decidere se si riuscirà con i tempi tecnici a terminare la stagione, oppure se chiudere tutto, cercando comunque una soluzione accettabile dal punto di vista regolamentare».

Lei è anche membro del comitato regionale, in quell'ambito cosa state facendo?

«Anche l'attività regionale, che peraltro coinvolge un numero ridotto di società reggiane, si è fermata a febbraio, anche li c'erano date ben precise come le finali a Rimini nei primi giorni di giugno, e quelle di calcio a 7 e 5, anche queste già programmate. Tutte date da rivedere».

Cosa pensate come altre iniziative?

«Un pensiero che stiamo valutando tutti insieme in questo giorni , ammesso che si possa fare, è quello di una giornata tutti insieme, una festa dello sport, dove fare mini-tornei trovando anche una location ideale. Il tutto per ritrovarci e riassaporare tutto ciò che oggi ci è stato tolto, una giornata speciale da ricordare, nel segno dello sport che unisce».

Quale il messaggio che l'Uisp e lei in prima persona volete dare?

«In queste occasioni ci accorgiamo quanto sia importante il nostro lavoro, in quanto lo sport è una parte integrante della nostra vita; dobbiamo farci trovare pronti a riprendere la nostra quotidianità, ma soprattutto ci ritroveremo cambiati ed anche il nostro atteggiamento quando andremo in campo dovrà cambiare».

Significa che si augura che questa brutta avventura dovrà farci diventare tutti più... sportivi?

«Io ci spero. Personalmente combatto certi comportamenti da sempre. E spero proprio - conclude il numero uno del calcio Uisp a Reggio - che quando torneremo in campo, questa voglia e questa passione dovranno essere più sane, dovremo affrontare una partita di calcio per quello che è, un momento di sport dove ci sarà un vincitore ed uno sconfitto, senza fare drammi nei confronti dell'arbitro di turno e senza prendersela con l’avversario: stiamo sempre parlando di partite e i problemi della vita, questa storia del Coronavirus ce lo insegna, sono ben altri». —

A.S.

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