Ruini assicura: «Se sarà necessario pronti ad arbitrare anche in estate»
Nicolò Valli
REGGIO EMILIA
«Arbitro, fischia!».
Quante volte abbiamo sentito questa esclamazione sui campi da calcio, con sostenitori di entrambe le squadre imprecare verso le decisioni assunte dal direttore di gara. La lunga pausa forzata determinata dall’emergenza sanitaria ha di fatto placato ogni polemica, privandoci anche di quel suono del fischietto a cui eravamo abituati ogni domenica. Anche l’Aia è stata così costretta a rivedere tutta la propria organizzazione, al pari delle altre società sportive. Alessandro Ruini, presidente provinciale, racconta piani e progetti dell’associazione reggiana.
Ruini, come state fronteggiando questa emergenza?
«Facendo di necessità virtù: noi avevamo già interrotto ogni attività prima che scoppiasse la pandemia, ma fortunatamente la tecnologia ci aiuta a rimanere in contatto in questo periodo. Il nostro preparatore atletico propone infatti sui gruppi WhatsApp esercizi da poter svolgere autonomamente a casa».
Qual è l’umore?
«Tra direttori di gara ed osservatori abbiamo 220 nostri affiliati di tutte le età sparsi per la provincia, e fortunatamente sono tutti in buone condizioni di salute. Abbiamo percepito che sono un po’ giù di morale e hanno tutti una grande voglia di ricominciare, perché al di là del possibile rimborso economico quello che muove realmente è la passione ».
Come gestirete l’eventuale ripartenza, con possibili recuperi anche durante la settimana?
«In un mese come questo noi avremmo avuto circa 150 partite settimanali da dover coprire. La nostra è un’associazione dilettantistica, quindi è chiaro che la disponibilità dei nostri arbitri è maggiore durante il weekend. Con gli impegni lavorativi in settimana sarebbe meno scontato garantire una grande quantità di partite, ma chiederemo uno sforzo in più ai nostri tesserati ».
Sareste disponibili ad arbitrare anche in piena estate per concludere la stagione?
«Assolutamente sì; abbiamo già dato la nostra piena disponibilità in questo senso. Se sarà possibile la priorità sarà quella di terminare le competizioni rimaste a metà, mentre non prenderemo in considerazione nuovi tornei».
Ci saranno dei paletti per quanto riguarda le designazioni a livello regionale?
«Ora è difficile fare previsioni, anche perché abbiamo poche certezze e l’intera Italia è al momento in zona rossa. Quando si arriverà alla ripresa non escludo che ci possano essere limitazioni per qualche zona geografica ben definita». —
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