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Grazie all’Academy Pallacanestro Reggiana e le società di base hanno fatto squadra

Linda Pigozzi
Grazie all’Academy Pallacanestro Reggiana e le società di base hanno fatto squadra

Risultati significativi per il progetto del club biancorosso Il referente Menozzi: «Costruire una rete era l’obiettivo»

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Linda Pigozzi

REGGIO EMILIA

L’obiettivo che la Pallacanestro Reggiana s’era posta nel lanciare l’Academy era «fare squadra». E dopo nove mesi da quella dichiarazione programmatica del dg biancorosso Filippo Barozzi, l’obiettivo può dirsi centrato, nonostante lo stop forza causa emergenza sanitaria.

A sottolinearlo è il referente del progetto, il responsabile del settore giovanile biancorosso Andrea Menozzi.

«Il nostro obiettivo era far rete e fare cultura con le società - spiega -. Non animati però dall’idea che noi in qualche modo dispensiamo cultura ma che insieme possiamo fare cultura perché è il confronto che aiuta a crescere».

I numeri parlano chiaro: le società affiliate sono 17 e tutte avrebbero espresso feedback positivi. Di queste, 13 sono della provincia reggiana: Nuova Cupola, Basketreggio, Pallacanestro Reggiolo, Puianello Basket Team, USD Gelso, Heron Bagnolo, Virtus Casalgrande, Pallacanestro Castellarano, Pallacanestro Scandiano, Polisportiva l’Arena Montecchio, LG Competition Castelnovo Monti, Arbor Basket e Eagles Basket Riva del Po. A loro s’aggiungono il Magik Basket Parma, la Pallacanestro Lendinara (Rovigo) e il CMB Pietrasanta (Lucca). C’è anche una società estera tra le iscritte: si tratta della Reggio Academy Pristina, in Kosovo, la società fondata dall’ex atleta del settore giovanile biancorosso Shemsedin Bytyqi, rientrato già da alcuni anni in Kosovo, il suo paese d’orgine.

«Abbiamo avuto un buon riscontro numerico sia per quanto riguarda le affiliazioni sia per il gradimento - tiene a sottolineare Menozzi -. La soddisfazione, per noi, è quindi doppia. Il carico di lavoro per il nostro staff è aumentato ma tutti lavorano volentieri perché è bello pensare pallacanestro e fare pallacanestro».

I riscontri positivi riguardano anche la formula inedita con cui si sviluppa il progetto dell’Academy.

«Abbiamo organizzato un incontro sulla comunicazione nella sede dell’azienda del patron Stefano Landi che ha avuto ottimi feedback da parte dei partecipanti e molto graditi sono risultati anche gli appuntamenti tecnici in palestra per i quali abbiamo adottato un format originale. Non abbiamo voluto nulla di ex cathedra, nulla di formale come possono essere i clinic, ma abbiamo deciso di strutturare gli incontri su una durata di 45’ cui fare seguito un’ora di discusione in gruppi e confronto con i relatori».

Relatori dai nomi importanti, per altro.

«Per il primo incontro abbiamo coinvolto Maurizio Buscaglia e Federico Fucà, head coach e vice della Grissin Bon, nel secondo, che trattava di attività fisica e gestione degli infortuni a livello giovanile, abbiamo chiamato il preparatore atletico della nostra prima squadra Matteo Del Principio e quello del settore giovanile Federico Alberti, oltre al fisioterapista della prima squadra Stefano Bini e Luca Grulli del settore giovanile. Nell’ultimo abbiamo portato due figure di riferimento per le giovanili come Federico Danna e Giordano Consolini. Riteniamo che per una società di base potersi confrontare in maniera diretta e non in modalità di solo ascolto sia gratificante».

Anche se l’emergenza Covid-19 ha fermato tutto, il club si sta organizzando per proseguire i percorsi anche da lontano.

«Stiamo già condividendo con le società il materiale, video e consigli, che abbiamo preparato per tenere attivi i ragazzi del nostro settore giovanile. Per mantenere vivo questo canale anche durante questa difficile situazione vorremmo fare qualcosa online, magari videoconferenze. Abbiamo molte idee, ma per realizzare dobbiamo studiare le giuste modalità tecniche. —

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