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«La Reggiana ha voglia di riscattarsi in vasca»

Matteo Brighenti

L’allenatore Paolo Pezzani non nasconde le difficoltà del momento: «I miei ragazzi lontani dall’acqua sono leoni in gabbia»

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Matteo Brighenti

REGGIO EMILIA

Come tutto lo sport nazionale anche il campionato di serie B di pallanuoto è fermo almeno fino al prossimo 3 aprile, ma tra gli addetti ai lavori la sensazione è che lo stop potrebbe protrarsi molto più a lungo. Parola del mister della Pallanuoto Reggiana, Paolo Pezzani, che evidenzia tutte le difficoltà che si profilerebbero per far ripartire velocemente i tornei delle serie inferiori in tempo per la conclusione dall’anno solare.

In che modo i suoi ragazzi della Reggiana cercano di mantenersi allenati durante questo indefinito stop forzato?

«Non è facile, si sentono tutti come delle belve in gabbia. Il nostro sport si pratica in acqua e dovendo rimanere chiusi in casa senza il contatto con la vasca tutto diventa complicato. Ho suggerito ai ragazzi di seguire un canale YouTube, sponsorizzato anche dalla Nazionale Italiana di pallanuoto, che fornisce consigli molto utili su come cercare di mantenersi in forma fuori dalla piscina. Sui gruppi di Whatsapp, invece, mi diletto a mandare loro gli schemi del nostro gioco riprodotti sulla lavagna, per non smarrire a livello mentale i concetti tattici».

Tralasciando il fatto che data l’emergenza non si sa ancora nulla su un’eventuale ripresa dell’attività, pensa che per questa stagione sia possibile ricominciare con la serie B?

«La mia sensazione è che si vada verso una sospensione molto lunga. La pallanuoto in Italia purtroppo è un’attività considerata minore, ad eccezione forse della Nazionale, e noi ci troviamo nella terza serie, quindi politicamente non siamo sicuramente considerati una priorità. Ci sono, inoltre, diversi problemi concreti che ostano a una ripresa in tempi rapidi. Innanzitutto, dato che il nostro è uno sport di grande fatica sia fisica sia mentale, non si può pensare di poter ricominciare a livello agonistico senza aver prima svolto un adeguato periodo di allenamento. In secondo luogo ci sono difficoltà legate all’impiantistica, dato che i gestori per tenere aperte le piscine sostengono costi elevati e non si può pensare di lasciarli a lungo in un limbo senza date certe».

A suo parere, quindi, quale potrebbe essere una soluzione per arrivare in fondo alla stagione 2020?

«Il nostro campionato era arrivato a metà del girone d’andata, quindi ad un quarto del totale. Premettendo che questa è una situazione del tutto nuova a cui nessuno era preparato e che al momento i problemi importanti sono ben altri cioè quelli sanitari, le soluzioni potrebbero essere o una ripresa a settembre, con gironi più corti e spareggi ravvicinati per promozioni e retrocessioni, oppure un annullamento delle gare disputate finora congelando le categorie di appartenenza. In entrambe le situazioni ci sarebbero malcontento e proteste e nel secondo ad esempio a Padova, grande favorita per la promozione, che non vorrebbe affatto perdere un anno per tornare in A2. Per quanto ci riguarda, accetteremo serenamente qualunque decisione, poiché al momento della sospensione eravamo in un momento difficile e abbiamo grande voglia di riscattarci e di dimostrare il nostro valore in vasca». —

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