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Il presidente Gandini: «Non ci si può permettere di giocare a porte chiuse»

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«La priorità è mettere in sicurezza il movimento e, sul territorio, le singole società».

Questa la premessa del presidente di Lega Umberto Gandini nel corso della conferenza di ieri. Il numero uno della Lega ha affrontato diverse questioni, dalla ripartenza alla possibilità di giocare a porte chiuse.

«Non possiamo pensare di ricominciare a porte chiuse - ha sottolineato -. Non è stata però presa alcuna decisione a proposito, né la prenderemo a cuor leggero. Quando ci saranno le condizioni, valuteremo i pro e i contro e poi agiremo. Non abbiamo ancora deciso cosa sarà di questa stagione. Abbiamo però fissato nella fine del girone di andata il momento zero. Non è pensabile ragionare sulla classifica attuale, in cui ci sono squadre che hanno giocato più gare di altre».

Gandini ha ribadito che ci sono gruppi di lavoro che stanno studiando diverse formule per riuscire a concludere la stagione, sempre partendo dal presupposto che arrivi in tempo utile il nulla osta dalle autorità governative per poter ricominciare in sicurezza. Fissato, come noto, al 30 giugno il termine ultimo per la chiusura del campionato.

«Questo - ha chiarito Gandini - perché ci sono fattori legati alla scadenza dei contratti dei giocatori e perché ci sono problematiche legate alle temperature».

Ancora allo studio le ipotesi sulle formule da adottare.

Le commissioni di lavoro, come già emerso durante la videoconferenza con i presidenti dei 17 club di serie A svoltasi mercoledì, hanno disegnato diversi scenari. In caso di ripartenza nel termine ultimo previsto, il 16 maggio, la classifica si fermerebbe al termine del girone d’andata, in modo tale da garantire equità per tutti i 17 team. A quel punto si procederebbe ad allestire un playoff a 16 squadre, con primo turno il 31 maggio al meglio delle tre gare e quindi formula Final Eight dal 19 al 22 giugno. La Grissin Bon, dodicesima al termine dell’andata, andrebbe quindi ad affrontare agli ottavi di finale playoff Cremona, quinta, che avrebbe il vantaggio del fattore campo.

In caso di ripartenza il 18 aprile, senza coppe europee la stagione regolare verrebbe regolarmente conclusa con turni di campionato ogni tre giorni sino al 2 giugno, playoff al via il 4 con quarti al meglio delle tre partite ed eventuale Gara 5 delle finali scudetto al 30 giugno.

In caso di coppe europee, invece, dipenderebbe tutto dagli esiti delle tre squadre impegnate - Olimpia Milano, Virtus Bologna e Reyer Venezia - e si parlerebbe di possibili playoff al meglio delle tre partite o Final Eight.

Nell’ipotesi di una ripartenza a fine aprile, invece, la stagione regolare si completerebbe mentre i playoff si svolgerebbero col formato della Final Eight. —

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