Il tecnico Violi: «Il mio sogno? Riportare Sant’Ilario in serie D»
Nicolò Valli
REGGIO EMILIA
«Ho allenato per diversi anni Sant’Ilario in serie D; il mio sogno sarebbe quello di chiudere il cerchio, riportando prima o poi questa piazza nella categoria che le compete».
Marco Violi è un allenatore ambizioso, ma al tempo stesso coi piedi per terra e conscio delle difficoltà dell’operazione da lui auspicata. La guida tecnica del team della Val d’Enza analizza questa prima metà del campionato, che vede il proprio gruppo attualmente settimo nel girone A di Promozione.
«L’anno scorso abbiamo chiuso la stagione a centro classifica con 16 punti- afferma Violi- non raggiungendo i playoff ma centrando la salvezza diretta. Quest’anno abbiamo però deciso di operare un cambio di strategia, ringiovanendo il roster che può vantare un’età media di 21 anni. Siamo contenti perché con largo anticipo abbiamo pareggiato la quota punti ottenuta la scorsa stagione, rientrando nelle otto che al momento accederebbero alla fase finale».
Playoff in forte dubbio, però, per via dello stop forzato causa emergenza sanitaria, che non conosce tempistiche certe e non permette dunque una pianificazione ben definita del calendario.
L’esperto coach di Sant’Ilario suggerisce allora di tornare al passato, quando il team meglio classificato in stagione regolare partiva con un punto di vantaggio nella serie.
«Prevedo spareggi rapidi svolti in una decina di giorni- continua il coach- per arrivare ad una normale conclusione grazie al verdetto del campo; magari si potrebbe ripescare una formula passata, avvantaggiando la compagine meglio piazzata che avrebbe dunque subito il match point per passare il turno. Se invece non si dovesse riprendere si potrebbe premiare la formazione leader di entrambi i gironi al termine del girone d’andata, ma anche questo sarebbe un criterio da aggiustare considerato che è al momento prevista una sola promozione».
In attesa di avere informazioni più dettagliate nelle settimane a venire, l’allenatore della formazione biancoazzurra ne approfitta per spendere due parole sulla realtà in cui si trova cestisticamente parlando.
«A Sant’Ilario abbiamo dirigenti competenti ed un settore giovanile che sta crescendo alla grande, lasciandoci speranze per il futuro. Il pubblico è poi molto appassionato, con almeno cento persone sempre presenti al palazzetto; un gruppo di amici ha infatti formato il gruppo ultras “Irriducibili”, che sostengono gli atleti con cori e coreografie. Per via della nostra collocazione geografica siamo stati inseriti nel girone parmense ma siamo reggiani a tutti gli effetti, quindi ogni partita è un derby da vivere con una motivazione extra», conclude. —
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