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L’INCHIESTA 

Un taglio ai rimborsi spese? I bomber: «Ok, a patto che...»

Nicolò Valli
Un taglio ai rimborsi spese? I bomber: «Ok, a patto che...»

Rizzuto, Addae e Barozzi hanno approcci diversi all’ipotesi allo studio delle società C’è chi è pronto ai sacrifici e chi invece vuol conoscere prima i piani dei dirigenti 

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Nicolò Valli

REGGIO EMILIA

Addae, Barozzi, Rizzuto. In rigoroso ordine alfabetico, eccoli i bomber principi di queste ultime stagioni in Promozione, che a suon di gol hanno fatto le fortune dei rispettivi team in cui hanno militato. In questo momento di globale emergenza però, le reti delle porte non si gonfiano più ed i club si interrogano ora sul futuro, tra mancati introiti e probabili difficoltà economiche.

«Tutte le società dovrebbero accordarsi per chiedere ai propri tesserati una netta diminuzione del rimborso spese», ha affermato recentemente il direttore sportivo della Folgore Rubiera Fabrizio Tagliavini, trovando le adesioni di altri dirigenti. Qual è però la posizione dei diretti interessati e nello specifico quella degli attaccanti, solitamente i più pagati?

«Credo che in estate tutto il sistema calcio sarà colpito da una grave crisi economica- afferma Daniele Barozzi, bomber del Baiso Secchia- che si ripercuoterà a catena anche sul mondo dei dilettanti. Ora siamo fermi quindi è sacrosanto non percepire il rimborso, ma anche in vista della prossima stagione ci si dovrà adattare senza troppe alternative. Molte società purtroppo salteranno, perché salvo qualche eccezione chi investe è spesso proprietario di una piccola media impresa, e quindi anche per noi giocatori sarà impensabile chiedere cifre elevate. Il pallone va messo in secondo piano, ci sono altre priorità in questo momento. Come terminare questa stagione? O tenendo la classifica attuale, o annullando tutto in blocco ripartendo da zero».

Pensiero leggermente diverso quello di Prince Addae, centravanti di proprietà del Campagnola: « Quest’anno ormai è andata e ci può stare percepire qualcosa in meno rispetto a quello che si era concordato – queste le parole di Addae- ma per la prossima annata ogni calciatore farà le proprie valutazioni. Ritengo che molto faranno anche le ambizioni della società per la quale si gioca: se ti offrono un rimborso minore perché decidono di investire nel rafforzamento della squadra per un campionato di vertice lo capirei, mentre in caso di ridimensionamento generale non firmerei ad occhi chiusi».

Maturo, infine, il giudizio di Antonio Rizzuto, per anni bandiera della Scandianese ed ora leader offensivo del Brescello: «In Italia abbiamo sottovalutato il problema coronavirus, quindi prima di tutto dobbiamo pensare a come uscirne il più velocemente possibile. Finita l’emergenza tutto il mondo economico ne risentirà, non solo il calcio. La maggior parte di noi gioca a pallone principalmente per passione, anche se percepire due soldi non dispiace a nessuno. Ogni giorno muoiono in tutta Italia centinaia di persone, e ciò nonostante qualche mio collega ha anche il coraggio di lamentarsi perché non sta percependo il rimborso spese dal rispettivo club. Io quest’anno non tornerei più in campo per rispetto di tutte quelle famiglie che stanno piangendo i propri cari, perché prima che giocatori siamo esseri umani. Per la prossima stagione- chiude Rizzuto- non avrei problemi ad adattarmi ad eventuali richieste del club, a patto che ci sia da parte dei dirigenti una reale necessità e non un tentativo di lucrare su questa situazione ».I team fanno suonare l’allarme e in questo momento, i giocatori sembrano recepire. Se son rose e se fioriranno lo sapremo a settembe. —

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