Paulo Futre al Mundo Deportivo «Il Pallone d’oro? Colpa di Silvio»
Cristiana Filippini
REGGIO EMILIA
Sono passati 33 anni ma la ferita non si è ancora rimarginata. Anzi. Quel pallone d'oro sfuggito per manciata di voti nel 1987 è uno sfregio che Paulo Futre non può dimenticare. E le sue parole raccolte da Mundo Deportivo non solo confermano l'amarezza di quel giorno, ma lasciano intendere molto altro.
«Ci furono voti molto strani nel Pallone d'Oro 1987, continuo a non capire cosa successe» arriva subito al punto il portoghese, anche se in realtà un'idea su "cosa successe" gli ha ronzato in testa per tutti questi anni. «In quell'anno firmai per l'Atletico Madrid dopo aver vinto la Coppa dei Campioni con il Porto. Segnai negli ottavi, nei quarti, in semifinale e in finale. Fu la stagione migliore della mia carriera». Argomenti più che sufficienti per meritarsi il pallone d'oro che però non arrivò. «Pensavo di vincere il Pallone d'Oro - gioca il carico da undici l'ex stella granata - ma invece lo vinse Gullit appena arrivato al Milan dal campionato olandese».
Sull'esito di quella classifica finale il genio portoghese non ha dubbi e grida al complotto. Un complotto orchestrato nientepopodimeno che da Silvio Berlusconi, allora presidente del club rossonero. Ironia della sorte: solo pochi anni dopo Futre vestirà (senza troppa fortuna) la maglia del diavolo nella stagione 95/96 dopo l'esperienza incredibile e dolorosa allo stesso tempo con la maglia granata. «Ruud è stato un fuoriclasse da più Palloni d'Oro - conclude Futre - ma quell'anno aveva vinto soltanto il campionato olandese. Si diceva che Berlusconi lavorò tanto per far vincere il trofeo ad una delle sue stelle. Ci furono voti molto strani, un giornalista portoghese non mi ha mai spiegato il perché del suo voto basso». Magari è ancora in tempo per farlo. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google