Serpini è ottimista «Giocare in estate è una possibilità»
Mara Bianchini
CORREGGIO
Lo scorso anno, di questi tempi, la Correggese festeggiava con quasi due mesi di anticipo il ritorno in serie D. Momenti importanti per quella che fu definita la squadra dei record. I ricordi rimangono e in questo momento tornano a far sorridere.
«In mattinata mi sono arrivati gli articoli dello scorso anno – spiega il tecnico Cristian Serpini – ed è piacevole ricordare i momenti felici in questi giorni difficili. Siamo tutti chiusi in casa, rispettiamo le regole e la salute deve avere la priorità su tutto. Rispettare le regole è primario ed importantissimo perché questa pandemia si possa sconfiggere. Per cui si vive di ricordi e di speranza di poter tornare presto sui campi da calcio».
Secondo lei una ripresa sarà possibile?
«Sì, sono speranzoso e vedo la volontà di riprendere a fare calcio e di tornare alla normalità. Il calcio e lo sport hanno un valore secondario rispetto alla salute. Lo rimarco perché in molti sembrano dimenticarsi dell’importanza della propria salute».
Vacanze ora per poi riprendere tra maggio e giugno?
«In estate si sono sempre giocati tornei, quest’anno potrebbe trattarsi di campionato. Credo che questo periodo di stop servirà a molti per capire l’importanza della salute, delle amicizie e dello stare insieme».
Potrebbe essere un rientro difficile.
«Sicuramente lo sarà. Rientrare dopo uno stop così lungo fisicamente sarà difficile. Ogni ragazzo ha avuto un programma di allenamento personalizzato da fare solo se può farlo e nel rispetto delle regole. Chi non riesce recupererà al momento opportuno».
Difficile non solo da un punto di vista calcistico...
«La situazione non sarà delle più semplici da gestire ma siamo italiani e abbiamo il grande pregio quello di saperci rimboccare le maniche e tornare più forti di prima. Non sarà facile perché quello che stiamo vivendo è un momento storico importante che cambierà sicuramente molte cose a livello mondiale».
Il mondo del calcio potrebbe ridimensionarsi.
«Di sicuro. La serie D fa parte dei dilettanti ma viene considerata semiprofessionistica. Tutti bisognerà ridimensionarsi e tutti dovremo dare il nostro contributo». —
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