Villari e la Boxe Thailandese «Lo sport aiuta nella vita»
Aldo Spadoni
REGGIO EMILIA
Il 43enne Cosimo Villari è un atleta e istruttore di muay thai. Nato e cresciuto a Secondigliano (Napoli), una ventina d’anni fa si è trasferito nella nostra città dove oggi lavora come metalmeccanico.
La famiglia Villari è una di quelle sportive a 360°, dove i due figli, Cristian (13 anni) e Matteo (9 anni) praticano con ottimi risultati calcio e pallacanestro.
Cosimo come hai iniziato questa disciplina sportiva?
«Ho iniziato la mia attività agonistica molto tardi, rispetto agli altri atleti, a differenza di mio fratello che a 14 anni praticava già il full contact; quando arrivai a Reggio Emilia, una ventina di anni fa ho iniziato a fare pesistica, iscrivendomi poi un corso di kick boxing».
Come fu quella prima esperienza?
«Dopo qualche allenamento, abbandonai; dopo qualche anno però mi è ritornata la passione. Andai in una palestra dove c'era un corso di muay thai, dove Ferruccio Ferrari, il mio primo istruttore mi spiegò che era la box tailandese, un'arte marziale in cui si usano tutti gli arti. Ho iniziato ad allenarmi ed ho scoperto che esisteva una variante, il K1, nel quale i combattimenti sono molto più dinamici e veloci».
Ci parli della sua carriera agonistica?
«In sei mesi ho bruciato le tappe, esordendo sul ring a Milano. Ho vinto tanti incontri, ho gareggiato per due titoli italiani , ho combattuto a Milano, Vicenza e Reggio Emilia , ma direi che la più bella vittoria è ogni volta salire sul ring. Prima di ogni gara ci sono grossi sacrifici, serve una grande preparazione fisica e mentale, oltre ad una dieta ferrea per arrivare al match con il giusto peso per la tua categoria di appartenenza, io ad esempio sono in quella dei -63 kg».
Cosa ti lascia questa disciplina sportiva?
«Questo sport mi ha insegnato tantissimo, può sembrare violento , ma rispetto ad tanti altri ha tantissimi valori, rispetto per l'avversario è la prima regola; lo metti k.o., ma tutto finesce lì; purtroppo in altri sport ho notato invece agonismo e cattiveria gratuita».
Pratichi anche il calcio a 5 a livello amatoriale con buoni risultati in una squadra che ha un nome decisamente particolare +39 Napoli, raccontaci questa esperienza?
«Sono uno sportivo a 360 gradi mi piace tenermi sempre in forma; attualmente mi alleno quattro volte la settimana, uno lo riservo alla partita di calcio a 5 con gli amici con i quali vado allo stadio a vedere le partite internazionali del Napoli da qui il nome +39 il prefisso telefonico italiano, ma soprattutto - sottolinea Villari - abbiamo momenti di importante aggregazione anche con le nostre famiglie; un'idea nata due anni fa da dove si l'età va dai quaranta anni in poi». —
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