Campionato verso la chiusura Movimento a rischio collasso
In settimana attesa l’ufficialità: le perdite stimate vicine ai 40 milioni di euro Pallacanestro Reggiana valuta la cassa integrazione per il personale non sportivo
Linda Pigozzi
REGGIO EMILIA
La settimana più lunga del basket italiano.
Nei prossimi sette giorni si deciderà infatti il futuro della stagione 2019/20, il cui destino pare tuttavia già segnato. Ora dopo ora, l’ipotesi di chiudere i battenti, annullando il campionato, si sta facendo sempre più reale.
Mercoledì è in programma una nuova riunione di Lega - che come tutte quelle dell’ultimo periodo si svolgerà con la modalità della videoconferenza - cui parteciperanno i rappresentati di tutti i 17 club di serie A e il presidente Umberto Gandini.
Nell’ultima seduta, avvenuta a metà della scorsa settimana, era chiaramente emerso come la priorità fosse quella di garantire la salute dei tesserati, operatori e pubblico. La Lega aveva però relazionato sul lavoro delle commissioni che avevano prodotto diversi piani per portare comunque a termine la stagione.
situazione chiara
Unica certezza, oggi, è che tutta l’attività sportiva agonistica è sospesa sino a venerdì 3 aprile compreso. In teoria alle società professionistiche sarebbe ancora consentito svolgere gli allenamenti ma tutti i club serie A hanno scelto di aspettare, Pallacanestro Reggiana inclusa.
La società di via Martiri della Bettola in un primo momento aveva fissato in giovedì 26 marzo la data di ripresa degli allenamenti, per poi decidere di far slittare l’appuntamento in palestra, chiudendo le porte della Cassala fino al 3 aprile, in attesa di nuove indicazioni. Queste saranno contenute nel nuovo decreto governativo che uscirà nei prossimi giorni. Pare però scontato che lo stop totale sarà prolungato.
Tornare in campo e concludere la stagione risulterebbe quindi estremamente difficoltoso, nonostante secondo uno dei piani della Lega, stravolgendo la formula del campionato, si potrebbe ad arrivare sino all’assegnazione del titolo, se si potesse tornare a giocare entro la deadline del 16 maggio. Col passare delle ore, però, quell’ipotesi s’è fatta sempre più remota e, nonostante le iniziali resistenze dei club di primissima fascia, s’è fatta sempre più tangibile la possibilità di chiudere la stagione.
Per l’ufficialità, ovvio, c’è da attendere il diktat del Governo e, in ogni caso, la decisione spetta più in alto, al Coni, ma la situazione è chiara.
il titolo
La stagione si concluderebbe senza assegnare il titolo, come già accaduto durante la seconda guerra mondiale, e senza retrocessioni. Per la qualificazione alle coppe europee sarebbe valida la classifica finale del girone d’andata che, rispetto a quella attuale, garantisce che tutte le squadre abbiano giocato un identico numero di partite.
Al giro di boa dell’andata, la Grissin Bon aveva chiuso dodicesima e ciò le impedirebbe di tornare in Europa, anche se questo discorso al momento è tutt’altro che di primaria importanza in casa biancorossa.
danni e futuro
Non riprendere la stagione porterebbe gravissimi danni economici. Il totale stimato per le 17 società di serie A parla di perdite vicine ai 40 milioni di euro. Per la sola Pallacanestro Reggiana, la cifra sarebbe superiore ai 500mila euro fra mancati incassi da botteghino e da vendite del merchandising (lo stoRE è chiuso da settimane), abbonati da risarcire e accordi di sponsorizzazione che potrebbero saltare.
Per evitare un bagno di sangue e scongiurare l’eventualità che ai blocchi di partenza della prossima stagione si presentino in poche, la Lega sta dialogando con le associazioni di categoria per studiare linee comuni, ad esempio relative alla gestione dei contratti. Parallelamente, molte società stanno valutando tramite consulenti privati come muoversi nell’immediato, vagliando se ricorrere alla cassa integrazione almeno per il personale amministrativo e di segreteria. Eventualità, questa, che potrebbe essere allo studio anche in casa Pallacanestro Reggiana.
Per sopravvivere, le società necessiterebbero di agevolazioni e sgravi fiscali e anche su questi punti si procederà seguendo una linea comune, necessaria per garantire un futuro al basket italiano messo duramente alla prova dall’emergenza e dallo stop che ne è conseguito. —
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