Tagli agli ingaggi? Per Dall’Asta «è prematuro parlarne adesso»
Secondo l’allenatore del Campagnola in questo momento «Ci sono ancora troppe incognite sul futuro dei tornei»
Nicolò Rinaldi
CAMPAGNOLA
La conclusione dell'annata agonistica 2019/2020 è ancora un rebus: tuttavia, il calcio dilettantistico si sta già interrogando sugli equilibri che caratterizzeranno l'attività da settembre in avanti. In questi giorni, Fabrizio Tagliavini si è reso autore di una proposta che ha fatto discutere: secondo il ds della Folgore Rubiera San Fao, le società dovrebbero accordarsi per chiedere ai giocatori di accettare rimborsi spese molto più bassi rispetto a quelli attuali. In vista della prossima stagione, il dirigente biancorossoblù prospetta un taglio di almeno il 50%: una cura dimagrante che riguarderebbe pure gli allenatori.
Il Campagnola è secondo nel girone B di Promozione, e quindi sarebbe in piena corsa per ottenere l'immediato ritorno in Eccellenza: «L'idea lanciata da Tagliavini è piuttosto prematura, e il nostro caso simboleggia al meglio l'incertezza dell'attuale momento - afferma il trainer rosanero Stefano Dall'Asta - Adesso non sappiamo nemmeno quale sarà la categoria che il Campagnola disputerà nel 2020/2021: dunque, il compito di valutare attentamente il futuro risulta essere davvero complesso. In ogni caso, i dilettanti non hanno contratti registrati come nel calcio professionistico: di conseguenza, nel nostro mondo è davvero difficile trovare norme comuni per regolare l'entità dei rimborsi».
Dall'Asta prevede comunque una contrazione generalizzata delle cifre: tuttavia, secondo il navigato mister si tratta di uno scenario che non durerà a lungo. «Purtroppo, oltre ai problemi sanitari che tutti conosciamo, è già sotto gli occhi di tutti anche un gigantesco problema di cui bisogna tenere conto: per questo credo che molti club saranno costretti ad assegnare rimborsi più limitati, senza bisogno di dare vita a un regolamento ufficiale in tal senso. Come sempre, gli accordi stabiliti individualmente saranno decisivi: tra pochi mesi ogni dirigenza presenterà le proprie proposte ai giocatori e ai tecnici che intende contattare, e ciascuno deciderà in piena libertà se accettarle o meno».
Per l’allenatore del Campaggnola sarebbe addirittura una sorta di deja-vù: «Immagino vicende simili a quelle del 2008. All'epoca la crisi portò a una riduzione delle spese nell'immediato, ma perdere non piace a nessuno: così, nel giro di un paio d'anni quasi tutti hanno ripreso a giocare al rialzo. Ad esempio, un buon numero di realtà parmensi e piacentine è partito dalla Terza Categoria, giungendo fino alla Promozione o all'Eccellenza: sono club che hanno investito parecchio, e come prevedibile gli altri si sono adoperati per tenere testa a simili sforzi». —
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