Dopo l’addio al sogno della finale scudetto ora il Valorugby teme per il suo vivaio
In questi anni la società reggiana ha portato alla Canalina oltre duecento ragazzi, seguiti da tecnici ed educatori
Massimo Sesena
REGGIO EMILIA
«Prendiamo atto». In queste due parole che aprivano il comunicato del Valorugby a commento della decisione della Federazione di chiudere anzitempo tutti i campionati, dal Top 12 fino all’ultimo torneo delle giovanili, c’è tutto il disappunto dei dirigenti di via Assalini. Non tanto per la scelta di chiudere anzitempo un campionato - quello della prima squadra - che vedeva il XV di Roberto Manghi in piena lotta per il titolo, quanto piuttosto per la decisione di chiudere anche tutto il resto. Certo, la tutela della salute viene prima di ogni cosa, ma è assai probabile che alla Canalina si aspettassero una decisione più articolata, con la Federazione nazionale che oltre a dire “chiudiamo tutto” avesse anche spiegato in che modo far fronte alle diverse problematiche che una chiusura totale e immediata potesse comportare.Non a caso, nella nota di commento, la direzione del Valorugby, non si limitava a una semplice presa d’atto, ma esprimeva anche l’ auspicio «che a breve la Federazione ci faccia pervenire le linee guida da seguire per concludere la stagione rispetto a tutti i contratti in essere. Linee guida che auspichiamo possano indicare anche le misure con cui la Federazione intende sostenere i club a fronte dei disagi creati da questa situazione di grande emergenza».
Invero, la fine del sogno - quello di portare a Reggio il primo scudetto della palla ovale - è soltanto la punta dell’iceberg. Perché in questi anni, il Valorugby Emilia, fedele ai principi del suo patron Enrico Grassi, non ha soltanto messo in piedi una squadra in grado di competere con autentici pezzi di storia di questo sport, ma ha anche rafforzato ogni anno di più una “cantera” un settore giovanile che raccoglie e alleva talenti da tutta l’Emilia Romagna. Che ne sarà delle formazioni Under? E degli oltre duecento ragazzi che fino allo scorso febbraio sono in campo alla Canalina per allenarsi?
In via Assalini, non si allenano soltanto Farolini e compagni. In campo, quasi ogni giorno ci sono circa 200 bambini, seguiti nella loro crescita sportiva da una dozzina di educatori e istruttori.
Del settore giovanile rossonero fanno parte la squadra di under 14 e quella degli Under 16 con circa 70 ragazzi e una decina di persone in staff (tre allenatori per squadra, più staff che si occupa della preparazione atletica dei ragazzi. Ci sono poi 40 ragazzi che fanno parte delle due formazioni Under 18,due squadre di under 18. Si tratta di due formazioni che sono allestite assieme alla Amatori Parma che disputano due campionati: regionale e nazionale. In questa categoria lo staff è di 7 persone tra allenatori e preparatori.
Poi c'è la squadra cadetta (serie B), anch'essa realizzata con Amatori Parma (40 ragazzi di cui una decina di Reggio) più cinque persone di staff.Fin qui l’aspetto tecnico, ma la società è fatta anche da collaboratori - una decina circa - che si occupano di segreteria, magazzino, logistica, gestione campo e manutenzione dell’ impianto.
Senza contare l’affollatissimo campo estivo, dalla fine delle scuole, richiama alla Canalina un centinaio di ragazzi, dai 4 ai 13 anni. —
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