Gazzetta di Reggio

Sport

IL GIOCO DEL CENTENARIO 

Nella Nazionale Teste Quadre una ct azzurra in panchina e Carletto re del centrocampo

Luigi Cocconcelli

Milena Bertolini guida la rappresentativa dei migliori calciatori nati a Reggio In attacco il tandem Bertoni-Monelli, la difesa è un bunker d’altri tempi

6 MINUTI DI LETTURA





Luigi Cocconcelli

REGGIO EMILIA

Barricati in casa per paura del contagio, capita che la mente viaggi a un tempo che ahinoi sembra non esserci più. E ci è venuto alla mente un giorno di settembre, quando si poteva ancora andare a prendere un caffè al bar e ci era capitato di assistere ad un fatto curioso. Quattro amici o conoscenti, di diversa età, seduti ad un tavolino invece di giocare a carte o parlare di sport, donne e politica si divertivano a vergare sui tovaglioli formazioni di calcio. No, non stavano giocando al fantacalcio, più semplicemente, nell’anno del Centenario della Reggiana, provavano a buttar giù quella che per loro sarebbe la formazione ideale, composta dai giocatori più forti che abbiano indossato la maglia della Reggiana. La cosa, per dirla con le parole di Montalbano, ci ha suggerito una pensata. Perché non ipotizzare una squadra con i giocatori migliori espressi da Reggio e provincia, insomma una specie di nazionale a testa quadra. Detto fatto.

Ecco la nostra selezione, riferita soltanto al dopoguerra. Se siamo incorsi in errori o dimenticanze, potete sempre segnalarle e provvederemo a rimediare. Di seguito le nostre convocazioni, suscettibili di ogni tipo di critica o giudizio. Poi a metterli in campo ci penserà Milena Bertolini, l’allenatrice della nazionale femminile che in estate ci ha regalato notti magiche e fatto scoprire il calcio rosa.

L’alternativa a lei era il pluridecorato Carletto Ancelotti che tuttavia vogliamo in mezzo al campo. Eccola dunque una possibile formazione.

IN PORTA

In porta, in ordine alfabetico,Luca Bucci (la carta d’identità dice Bologna 13 marzo 1968, ma solo perché la madre da Busana scelse per partorire l’ospedale felsineo). Cresciuto a Santa Croce nell’Atletico di mister Fermo Ruozzi, fu protagonista della storica prima promozione in A della Regia di Pippo Marchioro; fu l’inizio di una carriera in serie A. Prima al Parma e poi, quando dovette cedere il posto ad un emergente Buffon, a Torino, con la soddisfazione di partecipare in qualità di terzo portiere alla spedizione mondiale di usa 94. Quindi Ideo , chiamato anche, chissà perché,Carlo Stefani( Bagnolo in Piano 20 marzo 1932, Reggio Emilia 13 dicembre 2017 ), trascorsi ad Alessandria ed Atalanta, prima di porre fine alla carriera a soli 31 anni e aprire in città diversi negozi di abbigliamento, e William Vecchi, sì il secondo di Marchioro, allenatore dei portieri con Ancelotti a Reggio, Parma, Juve, Milan e Real Madrid, dopo aver difeso per anni la porta di Milan (in bacheca la coppa delle coppe del 1973 , finale di Atene contro il Leeds e la successiva disfatta di Verona con scudetto consegnato alla Juventus all’ultima giornata),Cagliari, Como e Spal. Marco Silvestri può attendere, ha dalla sua l’età.

IN DIFESA

Per la difesa (schierata a 4) , pur coscienti che si tratta di far coesistere gente che ha giocato in varie epoche, e quindi moduli tattici assai diversi e che in alcuni ruoli c’è abbondanza ed in altri i nomi scarseggiamo, abbiamo scelto Gino Giaroli, nato in città il 27 giugno del 1924, deceduto il 23 maggio del 1991: alla Reggiana iniziò da attaccante ma poi a Palermo (per anni mantenne il primato di essere stato il primo rosanero a disputare centocinquentun partite in serie A – per la precisione 15) e a Vicenza si trasformò in terzino destro. Sull’altra sponda Daniele Adani da San Martino in Rio: nella sua carriera di calciatore risultano Brescia, ma soprattutto Fiorentine ed Inter (vanta anche una rete nell’allora coppa dei campioni).

Oggi è opinionista di Sky: passerà alla storia il suo scontro dialettico in diretta tivù, lo scorso anno con l’allora allenatore juventino Max Allegri. La coppia centrale della nostra nazionale “teste quadre” è formata da due vecchie glorie: Vasco Tagliavini (scomparso qualche mese fa, 170 presenze nell’Inter prima di indossare le maglie di Udinese, Foggia e diventare allenatore della nazionale di calcio a cinque) e Giorgio Sereni, da Luzzara, data di nascita 3 gennaio 1935, scomparso nel 2010, lanciato dai granata ma carriera soprattutto a Palermo e Padova,padre di Matteo ex portiere di discreto spessore.

A disposizione Fabio Bonini, nato a Bagnolo nel 1938, anni in B e C con Reggiana, Arezzo e Cesena prima di trovare impiego come bagnino alla piscina comunale.

Poi, Andrea Costa,senatore della Reggiana di Alvini, Paolo Tramezzani (Castelnuovo Monti, alcune stagioni in A con Piacenza e Inter), Paolo Montanari, Umberto Strucchi, Simone Gozzi e Gino Pigozzi.

A CENTROCAMPO

Disposti a rombo, troviamo Salvatore Bagni da Correggio (una coppa Italia con l’Inter, campione d’Italia con il Napoli, 45 presenze e 5 reti in nazionale), Carletto Ancelotti da Reggiolo, Luca Cigarini oggi pedina insostituibile sulla mediana del Cagliari, e Luca Ariatti. Quest’ultimo esordiente in A con la Regia nell’infausta ultima retrocessione, poi diverse stagioni in C, allontanato per mai chiariti motivi disciplinari, è stato capitano di Fiorentina ed Atalanta. A Bergamo ora risiede ed ha intrapreso la carriera di procuratore. A proposito di Bagni ed Ancelotti gira la voce, sempre smentita, che i due furono bocciati dagli osservatori granata perché uno bassino e l’altro cicciottello. In realtà Guido Mammi ha sempre sostenuto che il Parma convinse Ancelotti offrendogli un motorino ed in quel momento le casse granata erano vuote, e nessuno a Reggio offrì di più. Di rincalzo Alessio Badari da Luzzara, Cagliari e Varese in A le tappe più significative di una carriera iniziata alla Reggiana, memorabile una doppietta al Catanzaro in un match da vita o morte e Fausto Daolio da Guastalla, un paio di presenze in A nel Milan e, soprattutto, tanto Parma in B e C, dove fu soprannominato Toscanini per l’abilità nel dirigere il gioco.

COPPIA D’ATTACCO

In attacco coppia Alessandro Bertoni, anni di A con Fiorentina, Lazio ed Avellino e Paolo Monelli, da Castelnuovo Monti, anche per lui anni migliori a Firenze, con tappe successive a Bari e Lazio. Soluzioni alternative Paolo Morelli, classe 1938, ex Genoa e soprattutto Messina (suo in assoluto il primo gol in serie A dei peloritani),Andrea Catellani, Elvis Abbruscato Lorenzo Mossini e Luca Siligardi.

ORIUNDI ARSAN

Aprendo agli “oriundi” posto da titolare per Francesco Romano, campione d’ Italia con il primo Napoli di Maradona, nato proprio sotto il Vesuvio nel 1960, ma trasferito con la famiglia bambino a Reggio (il padre faceva il bidello alla Rosta Nuova) e lui qui mosse i primi passi, nel Bismantova e Risorgimento e poi alla Reggiana, prima di spiccare il volo per Milano (sponda rossonera), Triestina e, appunto, Napoli. E forzando il regolamento, potremmo aprire le frontiere pure a Roberto Mozzini e Piergiorgio Negrisolo, nati rispettivamente a Sustinente e Viadana appena al di là del Po, ma cresciuti nel settore giovanile granata prima di giocare per il Torino, l’Inter, la Nazionale e e la Sampdoria. Negrisolo, poi, si può considerare a tutti gli effetti di Guastalla, lì la Regia lo pescò e lo fece esordire in B giovanissimo. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google