Julie Vollertsen: «La pallavolo ripartirà ma adesso dobbiamo pensare alla salute»
l’INTERvista
FRANCESCA MANINI
«In tanti anni di pallavolo mai vissuto niente di simile, l’unica volta che ho visto lo sport fermarsi è stato nel 1980 quando gli Stati Uniti hanno boicottato le Olimpiadi di Mosca per motivi politici: con la Nazionale eravamo pronte per partecipare e avevamo fatto un passo indietro, ora qui dobbiamo fare tutti un passo indietro e continuare a stare a casa per il bene comune».
Di fronte all’emergenza Coronavirus che ha fermato anche gli oltre seimila tesserati del Comitato provinciale Fipav, è la sua presidente Julie Vollertsen a fare il punto della situazione.
Mentre le settanta società presenti sul nostro territorio continuano a rispettare al doverosa sospensione delle attività, le buone notizie riguardano i corsi del Comitato reggiano: quello annuale dedicato agli allenatori era già terminato prima dello stop, con i soli aggiornamenti di fine anno da posticipare alla prossima stagione, mentre per chiudere quello di formazione dei nuovi allenatori all’appello mancano soltanto cinque incontri, che potrebbero essere rimandati a fine agosto.
«Per fortuna ci eravamo portati molto avanti, quindi per quanto riguarda i corsi siamo tranquilli – spiega la presidente – sarei molto felice di potervi dire che riprenderemo a breve le nostre attività perché vorrebbe dire aver vinto questa guerra contro il virus, ma purtroppo non è così. La situazione è molto complessa e il mondo dello sport provinciale sarà tra gli ultimi a riaprire, prima ci sono altre urgenze. Intanto nella difficoltà del momento siamo felici di aver lavorato bene fino ad adesso per avere margine di manovra: se tutto rimarrà fermo alla peggio rimanderemo le ultime lezioni e gli esami del corso allenatori a fine agosto per essere poi pronti per la nuova stagione».
A suo avviso in che modo si possono chiudere i campionati in corso?
«Non saprei proprio dirlo – ammette la Vollertsen – le partite da disputare sono ancora tante e sarà davvero difficile recuperarle. Di certo la soluzione non potrà arrivare dalle singole realtà, dovremo agire tutti insieme come Federazione Nazionale, con le stesse regole ovunque nel rispetto del percorso fatto fin qui da ogni squadra, per quanto possibile».
Nonostante tutto, però, la voglia di ricominciare è forte.
«Una volta passata l’emergenza, quando si potrà uscire in piena sicurezza, state sicuri che ci troverete tutti in palestra – assicura la presidente con ottimismo – non vediamo l’ora di riprendere il discorso proprio lì dove l’abbiamo lasciato, con tutti i nostri atleti. In questi due anni abbiamo investito tanto soprattutto sui più piccoli e stiamo raccogliendo ottimi risultati, ripartiremo al più presto. Intanto cerchiamo di fare la nostra parte e restiamo a disposizione delle società anche tramite il nostro sito dove abbiamo pubblicato, tra l'altro, le importanti misure del decreto Cura Italia dedicate al mondo dello Sport. Sono tante e tutte da studiare in attesa che si capisca qualcosa in più sul futuro. Sarà banale dirlo ma per ora la cosa più importante è la salute di tutti. La data indicata per la ripresa ad oggi è ancora il 5 aprile ma non sarà di certo così». —
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